Elena El Asmar
con una presentazione di Adelina von Fürstenberg
ottobre – novembre
Elena El Asmar
con una presentazione di Adelina von Fürstenberg
ottobre – novembre
INAUGURAZIONE
Lunedì 5 ottobre 2026
dalle 18:30
ORARI DI APERTURA
Dal 8 ottobre al 28 novembre 2026
Da giovedì a sabato
15:00 – 19:00
Accesso libero con tessera Assab One 2026 (€10)
Per maggiori informazioni scrivere a info@assab-one.org
La nuova stagione espositiva di Assab One si apre con Immagine immaginaria immaginata, mostra personale di Elena El Asmar, in cui luce, materia e memoria interagiscono dando forma a immagini in continuo divenire.
Ci sono il Libano e Milano, l’Oriente e l’Occidente, oggetti, spezie e ricordi che nello studio di Elena si mescolano fino a comporre una geografia personale, reale e insieme immaginata. Poi c’è la luce, elemento essenziale che attraversa la materia e ne altera la percezione. Vetro, tessuto e carta incontrano la luce in modi diversi: la lasciano passare, la trattengono, la frammentano. Le opere affiorano per tracce, trasparenze e sovrapposizioni, in uno spazio incerto tra ciò che appare e ciò che resta.
Adelina von Fürstenberg ritrova nei paesaggi della memoria di Elena un’eco del pensiero del mistico persiano Sohrawardî e del suo “Oriente interiore”, un luogo verso cui memoria e immaginazione possono indicare il cammino.
Le tre opere in mostra, L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti, abitano questa distanza tra materia e sguardo, presenza e ricordo, vicino e lontano. L’immagine appare, si trasforma e si sottrae, lasciando a chi guarda lo spazio per continuare a immaginarla.
La luce attraversa la materia e, attraversandola, si sottrae.
Immagine immaginaria immaginata non nomina un oggetto, ma una condizione.
L’immagine nasce in una distanza:
tra ciò che appare e ciò che resta,
tra la luce e il suo ricordo,
tra la materia e lo sguardo.
È immaginaria perché non coincide mai con ciò che si vede.
La luce, attraversando le cose, si trasforma, ci trasforma
e nel momento in cui la si guarda, è già altrove.
È immaginata perché prende forma nel fare:
in una traccia, in una trasparenza, in una sovrapposizione.
L’immagine non viene cercata nel reale,
ma lasciata accadere attraverso la materia.
Infine è immagine:
un’apparizione instabile, che si compie soltanto nello sguardo.
Non una forma da trattenere,
ma qualcosa che continuamente si sottrae e si ricompone.
L’esercizio del lontano, Arioso operoso e i Siparietti si muovono dentro questa stessa distanza.
Il vetro lascia passare la luce,
il tessuto la trattiene e la trasforma,
la carta la attraversa, la frammenta, la lascia affiorare.
Ogni opera tenta così di avvicinarsi a qualcosa che non può essere posseduto: un’immagine prima dell’immagine,
una presenza che nasce proprio nel suo svanire, nell’atto audace del desiderare.
Forse l’immagine esiste soltanto qui,
in questo intervallo tra il visibile e il pensato,
tra ciò che l’opera mostra
e ciò che lo sguardo continua a immaginare.
Elena El Asmar
Marco Palmieri
a cura di Giacinto Di Pietrantonio
in accordo con la Galleria Antonia Jannone - Disegni di Architettura
Luca Pancrazzi
mostra personale accompagnata da un testo di Alessandro Rabottini