Paolo Giordano

The Valley of the Whirling Trees

Fotografie e sculture

Paolo Giordano

The Valley of the Whirling Trees

Fotografie e sculture

aprile – maggio

Uttar Pradesh 2014, from the series ‘The Valley of the Whirling Trees © Paolo Giordano

INAUGURAZIONE 
Sabato 18 aprile dalle 16:00 alle 20:00

ORARI DI APERTURA
Dal 18 aprile al 16 maggio
Dal giovedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00

in occasione di Miart e della Design week
dal 18 aprile al 26 aprile ogni giorno dalle 11:00 alle 19:00

Assab One presenta The Valley of Whirling Trees, progetto di Paolo Giordano che mette in dialogo fotografia e scultura attraverso una riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

In mostra otto fotografie e tre sculture nate dalla trasformazione di tronchi d’albero che, pur mantenendo la loro forma originaria, vengono ruotati, tagliati e forati fino a diventare strutture ambigue, sospese tra elemento naturale e costruzione artificiale. “Un estratto di follia poetica e virtuale. La natura, stravolta, non si presenta più come se stessa, ma si trasforma in qualcos’altro. Un sogno, una costruzione onirica che narra una verità distorta” racconta Paolo Giordano.

Biografia

Paolo Giordano, (Napoli, 1954), si forma a Milano, dove si laurea in Architettura al Politecnico nel 1978. Utilizza la fotografia fin dagli esordi come strumento di ricerca critica sull’immagine. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta realizza fotomontaggi realistici che mettono in crisi l’idea di un dato fotografico oggettivo; il suo lavoro viene pubblicato da numerose riviste di attualità italiane e tedesche. Nel 1993 partecipa alla mostra 50 fotografi dal dopoguerra ad oggi, curata da Melissa Harris per Aperture Foundation, al Guggenheim Museum di Venezia.

Dopo una lunga parentesi dedicata al design e alla produzione artigianale in India e Nepal nel 2014 ritorna alla fotografia artistica con The Valley of the Whirling Trees. Da allora sviluppa una ricerca incentrata sulla manipolazione dell’immagine come atto critico e conoscitivo, attraverso interventi digitali e scultorei che generano forme ibride, sospese tra organico e artificiale.

Negli ultimi anni concentra il proprio lavoro sull’immaginario classico con il progetto A Digital Journey Into the Classics, un’indagine che affronta il patrimonio visivo occidentale non in chiave conservativa, ma come territorio da smontare e riattivare.

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