Natura morta con autore

a project by Flavio de Marco

January-February 2009

Natura morta con autore

a project by Flavio de Marco

January-February 2009

IN COLLABORATION WITH
American Academy (Roma) and Sì (Bologna)

Vedovamazzei, Andrea Belfi, Gianni Caravaggio, Andrea Bajani, Alessandra Spranzi, Pathosformel

Natura morta con autore è uno spazio d’incontro tra artista e pubblico attraverso tre oggetti (un libro, un film, un disco, un quadro, etc, ma anche un dado, una scarpa, un paio di occhiali, una maglietta, etc.) che ciascuno degli artisti invitati, provenienti da ambiti differenti (arti visive, letteratura, cinema, teatro, musica), ritiene significativi per la propria ricerca.

Il progetto è costituito da una serie di 18 incontri (ognuno della durata di due ore circa), distribuiti su tre sedi: American Academy, Roma; Sì, Bologna; Assab One, Milano. Ogni incontro è preceduto da una brevissima presentazione del curatore che introduce il quadro, ovvero l’artista e i suoi oggetti. Al termine degli incontri nelle tre sedi è prevista una piccola pubblicazione destinata a raccogliere i 18 quadri.

Biography

Flavio de Marco (Lecce, 1975), artista, riflette sull’esperienza del paesaggio attraverso il linguaggio della pittura. Nella sua ricerca assume le schermate del sistema operativo del computer come modello per un nuovo sguardo sull’orizzonte, quello piatto e ravvicinato dello schermo. La rappresentazione di queste “finestre” – private dell’aspetto testuale e iconico originario – diventa una sorta di montaggio di cornici, da cui filtrano immagini come appunti della memoria. Il lavoro si sviluppa contemporaneamente dentro e fuori lo spazio della tela, dando spesso vita a installazioni in cui l’ambiente costituisce i margini del quadro. Dal 1997 ha partecipato a numerose esposizioni in gallerie e musei in Italia e all’estero. Le sue collaborazioni hanno incontrato più volte il teatro, il cinema, la letteratura, attraverso riviste, pubblicazioni, azioni, programmi radiofonici, incontri, conferenze. Vive e lavora tra Roma, Berlino e Milano, dove è docente di “Tecniche extramediali” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. http://www.flaviodemarco.it

Vedovamazzei è il nome del sodalizio artistico nato nel 1991 tra Stella Scala e Simeone Crispino. Entrambi nati a Napoli, vivono e lavorano a Milano. Il loro lavoro si sviluppa attraverso pratiche e mezzi molto diversi, sfuggendo alle definizioni e muovendosi liberamente  tra pittura, scultura, fotografia, video, installazione e attingendo ai piu’ diversi campi della conoscenza, a seconda di quello che richiede ogni singolo progetto. Attraverso la creazione di immagini spesso stranianti, i Vedovamazzei ci presentano oggetti e situazioni oltre la loro apparenza, con un approccio in cui convivono il rigore scientifico, un’ironia caustica e pungente e una lettura non convenzionale, talvolta destabilizzante della realtà. Dopo numerose mostre personali e collettive in spazi privati e istituzionali, nel 2006 il Madre, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, gli ha dedicato un’ampia antologica.      http://www.vedovamazzei.it

Andrea Belfi è nato a Verona nel 1979. Inizia a suonare e studiare la batteria all’età di 14 anni. Dai 15 ai 18 suona in varie band punk/hardcore, con le quali tiene concerti in tutta Italia. Tra il 1998 e il 2001 vive a Milano dove studia arte contemporanea con Alberto Garutti, con cui sviluppa il proprio linguaggio artistico. Dal 2001 suona con il gruppo Rosolina Mar, trio rock strumentale con il quale realizza più di 200 concerti in Italia, Francia, Spagna, e con cui incide due album per Wallace records. Nel frattempo studia composizione e improvvisazione, tecniche che applica alla musica elettroacustica. Nel 2002 produce il suo primo disco solista, Ned n°2, per la propria etichetta Chocolateguns. Il suo secondo album solista, Between Neck & Stomach, è stato pubblicato nel 2006 dalla svedese Hapna records. A partire dal 2003 sviluppa un liveset solista, dove mette in gioco la sua tecnica di batterista  e il suo personalissimo approccio ai dispositivi elettroacustici e ai sintetizzatori. Il suo ultimo disco solista intitolato Knots, registrato e prodotto da Giuseppe Ielasi, è stato pubblicato da Die Schachtel records nel gennaio 2008 e presentato a Chicago, Torino, Stoccolma, Aalst, Bruxelles e Oslo. Belfi collabora come musicista anche con HomeMovies, associazione culturale impegnata nella raccolta e archiviazione di pellicole di film di famiglia. Stillivingrooms è l’installazione/performance audiovisuale che Belfi realizza con la collaborazione di Mirco Santi, che consite in un dispositivo audiovisuale sviluppato nel contesto di un’appartamento privato. Questo progetto è stato presentato anche al Netmage festival 2008 di Bologna e all’inaugurazione della Fondazione Claudio Buziol (Venezia, 2008). Belfi ha sempre privilegiato l’aspetto performativo della sua musica, come risulta evidente dal gran numero di concerti e collaborazioni realizzati nel corso di 15 anni di carriera musicale. Ha suonato e collaborato con Giuseppe Ielasi, ≤hadbeeneliminated. Rhys Chatam, Valerio Tricoli, Damo Suzuki, Tony Conrad, Nicola Ratti, Dean Roberts, Atelier MTK (Metamkine), Stefano Pilia, Zimmerfrei, Å, Claudio Rocchetti, Xavier Garcia Bardon (aka Saoule), Alessandro Bosetti. Xabier Iriondo, Mattia Coletti, Renato Rinaldi, Larkin Grimm. Insegna batteria dal 2003.     http://www.chocolateguns.com/

Gianni Caravaggio è nato nel 1968 a Rocca San Giovanni (Chieti) ed è cresciuto a Sindelfingen in Germania. Vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomato all’Accademia di Brera con Luciano Fabro nel 1994, Caravaggio ha esposto in numerose sedi pubbliche e private, tra cui Palazzo delle Papesse di Siena, Palazzo delle Albere di Trento, Galleria d’Arte Moderna di Siracusa, Museo Cantonale d’Arte di Lugano e fondazione Pomodoro di Milano, Lehnbachaus, Monaco di Baviera, Tent di Rotterdam, Castello di Rivoli. Nel 2002 ha vinto il Premio Fondo Speciale dell’Italian Studio Program al PS1-MOMA di New York, nel 2006 il premio per Giovani Artisti del Castello di Rivoli. Le sculture di Gianni Caravaggio visualizzano le energie e le azioni che originano la forma dell’atto artistico specificato come atto demiurgico e cosmogonico. I lavori sviluppano una processualità ciclica in quanto sono “forme attuate” che, al contempo, possono essere attuate nuovamente. Nel lavoro di Caravaggio, le mutazioni formali dell’opera si legano all’uso di materiali desueti e inaspettati che generano processi alchemici e illusioni percettive che giocano sul paradosso combinando spesso materiali. Abbinare il marmo con zollette di zucchero o con della crema cosmetica, lo zinco con il borotalco, il tutto pervaso da semi come possibilità di vita, crea una percezione ambigua e ancora nascente. I lavori aprono una riflessione teorica di Caravaggio sul mistero della creazione dell’opera e sul gesto artistico come generatore di rinnovate relazioni con l’opera stessa e la sua potenziale costante ri-definizione.

Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975, vive e lavora a Torino. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo, Morto un papa (Portofranco), cui ha fatto seguito seguito, l’anno successivo, il romanzo Qui non ci sono perdenti (Pequod). La pubblicazione del suo terzo romanzo, Cordiali saluti (Einaudi, 2005), che ha al centro la storia di uno scrittore di lettere di licenziamento, è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico e il romanzo è stato tradotto in Francia. Nel 2006 è uscito il reportage Mi spezzo ma non m’impiegoGuida di viaggio per lavoratori flessibili (Einaudi), viaggio-inchiesta nell’universo dei nuovi lavoratori precari. Con il romanzo Se consideri le colpe (Einaudi, 2007), in corso di pubblicazione anche presso Gallimard, ha vinto i premi Mondello, Recanati e Brancati. Il suo ultimo libro è Domani niente scuola (Einaudi, 2008), un reportage sugli adolescenti e la scuola, diario di viaggio di tre gite di classe compiute dall’autore da infiltrato. Per il teatro, è coautore dello spettacolo teatrale di Marco Paolini Miserabili. Collabora con Rai Radio Due, con il supplemento domenicale del Sole 24 Ore e con la rivista Lo Straniero.

Alessandra Spranzi
 è nata a Milano, dove vive e lavora. Utilizza la fotografia e il video per raccontare una visione altra o alterata, sia con la messa in scena o il prelievo di pezzi di realtà, sia con materiale d’archivio su cui interviene. Registra un processo, un gesto che trasforma il senso e la nostra conoscenza delle cose, risvegliando l’enigma e l’altra faccia del visibile, l’invisibile. Attraverso la fotografia mette in evidenza differenze, crepe che percorrono la realtà e la sua rappresentazione, un modo per ripensare e rivedere certezze e per ridefinire il rapporto con il mondo che ci circonda. Tutto è sempre un po’ diverso, vicino e insieme lontano, rassicurante e insieme inquietante, riconoscibile e insieme irriconoscibile ed è proprio in questo scarto dell’ovvio che diventa altro che si trova il filo conduttore che lega i suoi progetti. Il mondo si crea in continuazione attraverso quello che pensiamo e i gesti che compiamo. Racconti, ipotesi, svelamenti. Intenzione e caso. Il paesaggio cambia, lo sguardo anche. Rovesciare, avvicinare, sospendere, capovolgere, sollevare, rompere, allontanare. Guardare fisso, oltre. Alessandra Spranzi ha esposto sia in Italia sia all’estero, in mostre personali e collettive, fra cui: 2008: Selvatico (o colui che si salva), Galleria Fotografia italiana, Milano; Storie immaginate in luoghi reali, Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo (MI); 2007:  Collezionismi, Assab One, Milano; 2005: Cose che accadono, Galleria Fotografia Italiana, Milano;Italian Camera, Venezia; 2004: Lo sguardo ostinato, Man, Nuoro; On Air. Video in onda dall’Italia, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone (GO); 2003: In natura, X Biennale di fotografia, Torino; Da Guarene all’Etna, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; 2002: Nel bosco, Galleria Monica De Cardenas, Milano; 2000: La donna barbuta, Galerie Drantmann, Brussels, Belgio e Galleria Emi Fontana, Milano (1999); Museo Entr’acte, Museo Marino Marini, Firenze; Futurama, arte in Italia 2000, Museo Pecci, Prato; 1999: Animals animaux tiere animali, Galleria Continua, S. Gimignano (SI); Alessandra Spranzi, Marti Llorens, Murray Guy Gallery, New York; Dove sei?, Galleria Emi Fontana, Milano; 1998: People, Galleria Monica De Cardenas, Milano; Alessandra Spranzi, Galleria Luigi Franco Arte Contemporanea, Torino; Immagina 2010, Galleria Enja Wonneberger, Kiel, Germania; 1997: Vertigo, Galleria Emi Fontana, Milano; L’angelo del focolare, Care of, Cusano Milanino (MI). Il suo lavoro è documentato in diversi libri fra cui Selvatico (colui che si salva), Galleria Fotografia italiana , Cose che accadono, Galleria Fotografia italiana, La donna barbuta, Galleria Emi Fontana, Tornando a casa, A&MBookstore editore, Quando la terra si disfa, Galleria Emi Fontana. Dal 2003 al 2007 è stata docente del Laboratorio di Fotografia presso l’Università Cattolica di Brescia, facoltà Stars. Dal 2007 è docente di Fotografia presso la Naba di Milano.

Pathosformel nasce a Venezia nel 2004 riunendo elementi provenienti da differenti discipline, nell’intenzione di ripensare le priorità all’interno degli elementi che compongono una partitura performativa: lavoro su corpo ed immagini, soluzioni artigianali e tecnica, rapporto con lo spazio e con i materiali, non predominano l’uno sull’altro a priori, ma solo – di volta in volta – in virtù di una resa scenica. La timidezza delle ossa e Volta sono stati presentati nel 2007 come lavori indipendenti legati da una duplice riflessione sulla presenza di un corpo in lotta con il proprio supporto di visibilità: due studi anatomici sulla necessità di indagare e ricostruire l’immagine di un corpo sottratto alla scontatezza della sua presenza in scena. Entrambi i lavori – presentati solitamente indipendentemente – sono stati presentati in forma di dittico al Teatro Comandini di Cesena nel febbraio 2008, al termine del progetto del produzione e residenza semestrale «Sezione Autonoma» organizzato della Societas Raffaello Sanzio e dalla regione Emilia Romagna. La più piccola distanza ha debuttato a VIE Festival Modena nell’ottobre 2008, e nasce come ulteriore ripensamento della presenza in scena del corpo umano: una metamorfosi dei corpi in forme pure, quadrati colorati che – come singoli componenti di un gruppo – si muovano incessantemente su un sistema di linee parallele. Le attività di pathosformel rientrano nel progetto FIES Factory One – curato dalla centrale FIES di Dro – di sostegno all’attività produttiva e promozionale di giovani artisti. Pathosformel ha vinto il premio speciale UBU 2008 per la realizzazione di un «teatro astratto e fisico da perseguire con un segno già distinto e stratificato, che fa della ricerca sulla materia e sul corpo un punto di partenza per restituire una teatralità visionaria, frammentata, decostruita, di grande fascino, entrata in modo dirompente nella scena nazionale e internazionale, realizzando un significativo intreccio tra arte concettuale e teatro».
http://www.pathosformel.org

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