Johanna Grawunder, Christoph Hefti, Antoni Malinowski

1+1+1 2018

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Marco Sammicheli

marzo-giugno 2018

Johanna Grawunder, Christoph Hefti, Antoni Malinowski

1+1+1 2018

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Marco Sammicheli

marzo-giugno 2018

ORARI DI APERTURA
dal 9 aprile al 1 giugno
dal martedì al venerdì
dalle 15:00 alle 18:30 e su appuntamento

ULTIMO INGRESSO ORE 18:00

APERTURE STRAORDINARIE:
Sabato 14 aprile, dalle 18:00 alle 24:00
Domenica 15 aprile, dalle 15:00 alle 20:00
Sabato 21 e Domenica 22 aprile, dalle 15:00 alle 20:00

PROGRAMMA EVENTI:
06 maggio I Yong Min Cho, Sarah Taylor
18 maggio I Mario Brunello
28 maggio I Olivia Salvadori, Coby Sey

Comunicato stampa

I + I + I
Johanna Grawunder + Christoph Hefti + Antoni Malinowski

Opening domenica 8 aprile, dalle 18:00
con una performance di Elio Marchesini

La seconda edizione di + I + I, il format espositivo ideato da Elena Quarestani e curato per la seconda volta, da Marco Sammicheli torna a indagare le relazioni tra arte, architettura e design nella pratica di tre autori. Un architetto, un artista e un designer sono stati invitati a abitare gli spazi di Assab One con tre installazioni site specific e opere inedite.

I codici e i riferimenti disciplinari si dissolvono all’insegna di un processo creativo in divenire che ruota attorno a differenti ricerche visive, tra pittura e luce, materiali e forme, suoni e performance.

Johanna Grawunder, architetto statunitense, costruisce due grandi percorsi di luce e colore all’interno dei quali il visitatore si muove per perdersi. Il contrasto tra i materiali utilizzati e la relazione con lo spazio oscurato offrono una sospensione dove compiere un cammino tra verità e visione. Il titolo della sua installazione è Alone Together.
Christoph Hefti, designer svizzero, allestisce un accampamento surreale dove tappeti, ceramiche e oggetti diventano occasioni di incontri immaginifici tra la fantasia dell’autore e la reazione del visitatore. Lo spazio è un arcipelago visivo, tattile e sonoro ricco di suggestioni. Il titolo della sua installazione è That horse, slamming doors.
Antoni Malinowski, artista polacco-inglese, alterna una serie di tele di grande formato a wall drawings. L’autore desidera mettere alla prova la dimensione percettiva dello spazio e indagare le teorie del colore in dialogo con l’architettura. Il titolo della sua installazione è Almost seen.

I + I + I sarà aperta dal 9 aprile al 1 giugno e sarà corredata da un calendario di lecture, attività didattiche, aperture straordinarie e visite guidate.

*Nei giorni della Milano design week Assab One ospiterà anche un progetto speciale degli studenti dell’ISIA di Faenza coordinati dal designer Andrea Anastasio.

Hanno collaborato
BBW&LBASE Srl, Pebeo, Ritrama, Maniera, Bucol

Si ringrazia
Pro Helvetia per il supporto alla mostra di Christoph Hefti
Un ringraziamento speciale a Alfredo Piacentini per aver reso possibile la realizzazione dell’opera Mandala di Johanna Grawunder

Biografie

Johanna Grawunder
Architetto, dopo gli studi presso il Cal Poly San Luis Obispo, ha lavorato con Gianni Pettena e Cristiano Toraldo di Francia di Superstudio a Firenze (1984-1985) e si è poi trasferita a Milano per lavorare con Ettore Sottsass (1985-2001), diventando partner dello Studio nel 1989. Nel 2001 ha aperto i suoi studi a San Francisco e a Milano.
I suoi lavori uniscono la ricerca sulla luce (di alta tecnologia) a principi architettonici, e spaziano da opere di arte pubblica di grandi dimensioni al design di oggetti d’arredamento in edizioni limitate. Al momento è impegnata nella realizzazione di un grande progetto commissionatole dal San Francisco Airport e nella progettazione di una nuova Light Art Collection per Carpenters Workshop Gallery. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali come quelle dell’High Museum di Atlanta, LACMA, CNAP, SFMOMA, The Museum of Fine Arts, Houston, Art Institute Chicago, Denver Art Museum e il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. http://grawunder.com

Christoph Hefti
Textile designer, ha studiato a Zurigo e a Londra ed intrapreso una lunga carriera nella moda lavorando per Jean Paul Gaultier, Dries van Noten, Lanvin, Balenciaga, Acne Studios. Affascinato dal dialogo tra la tradizione manifatturiera e la produzione contemporanea, è impegnato nella realizzazione di prodotti tessili per interni e ha recentemente realizzato una collezione di tappeti intrecciati a mano in Nepal. Progetta performance e video installazioni in collaborazione con artisti attivi in diverse discipline: musica, costume design, video e live art. Ha ricevuto numerosi Swiss Design Awards e il Grand Prix Design nel 2009. Nel 2017 è stato selezionato tra i designer finalisti nella sezione Best Studio Carpet di DomoTex con il tappeto Animal Mask. I suoi lavori sono stati acquisiti dal Swiss National Museum, e fanno parte di collezioni private svizzere, olandesi e americane.

Antoni Malinowski
Pittore, dopo la sua acclamata mostra del 1997 presso il Camden Arts Centre ha collaborato con numerosi importanti studi di architettura come Bolles+Wilson, Haworth Tompkins e Eric Parry per progetti d’architettura permanenti, che vanno dalla ideazione del colore per facciate a complessi wall paintings per interni.
Il suo lavoro investiga la relazione dinamica che esiste tra spazi architettonici e figurativi attraverso i pigmenti, la luce, il movimento e il tempo. Nel 2014 ha collaborato con Haworth Tompkins dipingendo i soffitti dell’Everyman Theatre di Liverpool in occasione del suo restauro e, nel 2017, ha completato “Spectral Flip”, un wall painting commissionato dal Mathematical Institute di Oxford, progettato sulle pareti nord e sud dell’ingresso dell’edificio, così da creare un campo di forza luminoso tra le due strutture. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni private e pubbliche, tra cui quella della Tate di Londra. http://www.antonimalinowski.co.uk

L’arte del tempo nello spazio, di Marco Sammicheli

Reagire allo spazio nel tempo e farlo attraverso l’arte è la cifra di 1+1+1, il format espositivo ideato da Elena Quarestani che invita tre autori a incrociare il loro percorso con la storia e l’identità di una fabbrica trasformata in un laboratorio culturale.

Eppure oltre l’idea di partenza per cui un’architetto, un designer e un artista realizzano tre installazioni inedite, il processo creativo ha poi intrapreso strade intime e autonome di cui sono testimone e narratore e solo in alcuni casi suggeritore. Ciascun autore ha applicato la sua ricerca allo spazio ma a esso ha dovuto sottostare per vincoli strutturali, imboscate formali, volontà procedurali ma soprattutto per la dialettica che si scatena nell’interazione tra storia e identità da un lato e poetica e ricerca dall’altro. I protagonisti di questa edizione sono l’architetto statunitense Johanna Grawunder, il designer svizzero Christoph Hefti e il pittore inglese di origine polacca Antoni Malinowski.

ASSAB ONE non è un luogo neutrale, non è uno spazio muto, è una memoria che si può attivare, un teatro che si può accendere. Lo hanno ben compreso i tre autori che intervengono con i loro lavori senza temere la tradizione e l’immaginario che ASSAB ONE porta con sé. Anzi della sua ampiezza se ne appropria Grawunder disegnando i pieni e i vuoti di un percorso attraverso la luce; il perimetro interno lo conquista Malinowski guidando la percezione della sua pittura tra campiture e architettura; Hefti invece lo invade con un accampamento surreale ricco di suggestioni materiche. Azioni naturali che vengono senza disturbare nessuna metafora, semplicemente inserendosi nella storia di un luogo che continua a sperimentare i linguaggi della cultura visiva.

Johanna Grawunder costruisce un vuoto per riflettere sull’eccesso di flussi e segni del nostro tempo. Da architetto non può far altro che progettare una soluzione a quest’urgenza personale e condivisa. Tuttavia l’atto della sottrazione è comunque un’aggiunta, un’esperienza tangibile, un’immersione nell’oscurità interrotta da due grandi installazioni luminose: due ambienti da percorrere, due spazi dove ingaggiare un corpo a corpo con l’opera d’arte, due epicentri da attraversare di cui non è chiaro quale di loro sia il punto di partenza e quale quello l’arrivo. Tanto più perché nel mezzo esiste un grande intervallo, quel vuoto la cui necessità è tanto desiderata. La pausa tra i momenti di questo percorso è infatti un richiamo agli spazi dell’esistenza, al recupero del tempo, alla distanza dalle cose, alla rimonta di una sana solitudine nella scala dei valori da ripristinare per combattere la socialità estrema a cui ci siamo assuefatti.

Alone Together è il titolo scelto dalla Grawunder per nominare questa costellazione di elementi. Al suo interno Let’s Get Lost, l’ambiente sospeso costruito in legno color magenta e luci di Wood e Mandala, la rappresentazione plastica e luminosa del simbolo dell’universo per la cultura orientale induista e buddista, entrambe scolpiscono lo spazio. Grawunder segue le note del jazz sincopato di Chet Baker, uno stile basato proprio sull’improvvisazione e sul contrappunto e non sull’unisono delle frasi musicali.

Antoni Malinowski orchestra un intervento nello spazio architettonico, un nuovo capitolo della sua ricerca sulla dimensione fisica e metafisica della luce. La sensibilità e la reazione alla luce tipica dei suoi dipinti è infatti sollecitata da una miscela di pigmenti e nanotecnologie che alterano e mutano le lunghezze d’onda dello spettro visivo e percettivo dell’occhio umano. L’interazione di spazio, luce e colore sono il nucleo di studi che l’artista pratica da tempo per investigare la relazione dinamica che esiste tra spazio pittorico e spazio progettato. Per farlo si affida a pitture murarie e a lavori di grandi dimensioni. Qui Malinowski visualizza la luce del luogo, ne distilla il suo genius loci e crea un’interdipendenza tra immaterialità del colore, movimento e materia. Così l’artista moltiplica e muta gli stimoli visivi dell’opera aumentandone l’appetito visivo, soprattutto spingendo a una visione prolungata dove il tempo crea unità.

Nella serie di dipinti che Malinowski presenta ad ASSAB ONE c’è un dittico che si ispira a quello dipinto nel 1476 da Francesco Botticini. “L’Assunzione” è esposta alla National Gallery di Londra e il pittore ritrae l’architettura del paradiso come qualcosa di sospeso sopra il paesaggio toscano. Malinowski agisce dipingendo un dittico che non è solo un’inversione decostruita nello spazio di quello specifico soggetto ma insiste nel realizzarlo con un gesto pittorico tutto teso alla creazione di effetti cromatici sollecitati dalle rifrazioni del contesto. Il concetto di Almost seen – scelto da Malinowski come titolo della mostra – ricorre nei titoli dei quadri anche quando mutano leggermente in Penumbra-Reflected, Almost described – caput mortuum, Also almost seen e si esprime nel soggetto dissolto e accennato. La sospensione, la porosità, il passaggio di stato, l’evocazione dei cieli di Tiepolo e di atmosfere veneziane profondamente legate all’esperienza cinematografica di “Morte a Venezia” di Luchino Visconti emergono nella memoria del pittore, ne segnano l’immaginario e prendono vita nelle opere.

Christoph Hefti utilizza la cultura materiale e il ricorso all’artigianato per creare un paesaggio visivo fatto di oggetti. La sua storia di designer di tessuti attivo nel mondo della moda emerge in un’installazione scenografica multisensoriale. Ad ASSAB ONE allestisce una scena teatrale surreale dove tappeti, ceramiche e segni diventano occasioni di incontri immaginifici tra la fantasia dell’autore e la reazione del visitatore. Lo spazio è un arcipelago visivo, tattile e sonoro ricco di suggestioni dove la narrazione di figure umane e animali è evocata perché l’esperienza si completi nella navigazione dello spazio. Hefti porta in mostra il suo catalogo di produzioni, quasi tutte incentrate sulla rilettura contemporanea di saperi tradizionali, dall’annodatura a mano di tappeti del Nepal alla cultura della ceramica fiamminga. Un campo di esperienze dagli evidenti rimandi spirituali e onirici.

L’installazione That horse, slamming doors si avvale di diversi media perché ad essi è abituato a ricorrere nella sua professione di designer. Qui però li sottrae dal loro contesto e la relazione che li lega si basa sulla volontà di creare un’opera immersiva e sorprendente. La messa in scena di Hefti è una trappola per sognatori, uno spazio accogliente che invita all’attesa, al riposo, al risveglio di una fantasia troppo spesso sopita o addirittura atrofizzata. Hefti è un pendolare della creatività tra Zurigo e Bruxelles passando per Parigi e Stoccolma. Il viaggio e le tradizioni di questi luoghi dove sperimenta materiali e pratica mestieri sono per lui un bagaglio espressivo esplosivo. Un agire che ricorda il Cabaret Voltaire nelle forme e il Surrealismo nei rimandi. Un’attività dove risuona la carica interiore dell’autore e la consuetudine nel trasformarla in performance.

L’architetto, il pittore e il designer sono autori di una trilogia che parte dalla loro ricerca per creare nuove opere e partecipare alla storia corale di ASSAB ONE e scrivono un racconto dove le arti conquistano lo spazio.

Programma eventi

6 maggio, ore 19:00
YONG MIN CHO, SARAH TAYLOR
Una coreografia site specific creata da due danzatori in dialogo con i tre artisti. Le tre installazioni sono il generatore dell’eco di movimenti armoniosi e contrastanti, sottolineati dal suono ideato appositamente per lo spazio. L’apparente differenza e le nascoste similarità creeranno una struttura per scoprire nuovi modi di osservare le mostre di 1+1+1.

18 maggio, ore 20:00
MARIO BRUNELLO
Il grande violoncellista italiano concede una eccezionale performance negli spazi di ASSAB ONE con un intervento in dialogo con il dittico di Antoni Malinowski ispirato all’Assunzione di Botticini conservata alla National Gallery di Londra.

28 maggio
OLIVIA SALVADORI, COBY SEY
Una soprano dalla formazione classica e un musicista elettronico e dj: due materie dalla radice e pratica diametralmente opposta si tendono la mano in cerca di spazi possibili e liberi all’incontro. Una improvvisazione radicale, di ascolto reciproco e in dialogo con l’opera di Johanna Grawunder.

Per accedere alle mostre e alle performance sarà richiesto un contributo.
*Ingresso libero per i soci di ASSAB ONE.

Per info e prenotazioni: info@assab-one.org

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