ffLux_radici di luce

Caretto/Spagna

1+1+1
un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

settembre-ottobre 2021

ffLux_radici di luce

Caretto/Spagna

1+1+1
un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

settembre-ottobre 2021

1+1+1
un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

 

Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen

ORARI DI APERTURA
Dal 4 settembre al 16 ottobre
Dal mercoledì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00, sabato su appuntamento

APERTURA STRAORDINARIA
In occasione del Salone del Mobile la mostra è aperta lunedì 6, martedì 7 e sabato 11 settembre dalle 15:00 alle 19:0

PERFORMANCE
Domenica 19 settembre dalle 16:00 alle 20:00

Gli artisti Caretto/Spagna organizzano uno scambio di talee

Acqua piovana cade dall’alto al basso ed è raccolta; dall’esterno entra all’interno, custodita in uno stagno trasparente.
Innalzata, l’acqua meteorica ricade piano; un flusso diagonale attraversa lo spazio. Oscillando ritmicamente, si trasforma. Sul suolo, una pozzanghera di terra livella le spaccature del pavimento e, essiccando, si contrae.

L’acqua nutre alcune piante di Dioscorea batatas; i cinesi la chiamano shānyào (“medicina di montagna”), gli antroposofi “radice di luce”. I suoi tralci crescono verso l’alto, oltre i serramenti, alla ricerca di luce solare. Particelle fotoniche ed altri elementi più sottili sono accumulati nelle sue lunghe radici bianche, dando corpo all’aria. Bulbilli ascellari invitano ad azioni collettive di disseminazione.

Talea Island fluttua placida nello stagno; galleggiano pezzi di piante provenienti dal giardino di Assab One e dal nostro studio. Attendono momenti conviviali di scambio. Flusso di cinque “materie” in tre movimenti.

Biografia

Andrea Caretto (Torino, 1970) e Raffaella Spagna (Rivoli, 1967) lavorano insieme dal 2002. La loro attività artistica nasce dal desiderio di indagare le molteplici dimensioni della realtà attraverso l’esplorazione della complessa rete di relazioni da cui le cose emergono, stabilendo e ristabilendo un rapporto con “l’altro” in un esercizio di attenzione e cura.

La pratica di Caretto/Spagna si esprime in processi partecipati e in un rapporto costante con gli elementi naturali, con una commistione e influenza continua della loro vita privata e quella pubblica.
Mostre personali e collettive recenti includono: PAV – Parco Arte Vivente, Torino; Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella; GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino; CAIRN (Centre d’Art Informel de Recherce sur la Nature), Digne-les-Bains, Francia; Museo Marino Marini di Firenze; Fondazione Benetton, Treviso; Fondazione MERZ, Torino; Urban Planning Edition Center, Pechino, Cina.
Caretto/Spagna sono soci fondatori dell’Associazioni Progetto Diogene, Torino e di Pianpicollo Selvatico – centro di ricerca nelle arti e nelle science, Levice (TO). Collaborano regolarmente con IRIS – Istituto di Ricerca Interuniversitario delle Università di Torino e Brescia e Aosta e Facoltà di Science della Formazione dell’Università di Torino. Sono inoltre consulenti artistici per Munlab, Ecomuseo dell’Argilla, Cambiano (TO), dove si trova anche la loro casa/studio.

ffLux_radici di luce

“Koberwitz, Pentecoste 1924, si è appena concluso il corso di agraria che Rudolf Steiner tenne su richiesta di molti contadini. L’auto è stata parcheggiata davanti all’ingresso del castello per portare il maestro alla stazione dei treni di Wroclaw. A Jena, la sua prossima tappa, lui e i suoi consigli erano attesi con impazienza: sul Lauenstein stava per essere costruita una struttura educativa curativa. In quel momento Johanna von Keyserlingk, la padrona di casa e Gü nther Wachsmuth si fecero strada: “Dottore, abbiamo un’altra domanda.” * “Sı̀ grazie.” Con uno sguardo all’autista: “Un momento”. “Dottore, se riusciamo a trattare il suolo e le nostre piante alimentari secondo le istruzioni che ci ha dato e quindi a rivitalizzarle, ciò che è stato cosı̀ prodotto rappresenterà una dieta adeguata ai tempi e allo spirito?” “Anche nel migliore dei casi”, ha risposto Steiner, “questo non sarà suf􏰀iciente. Dovrebbe essere possibile coltivare la Dioscorea batatas in Europa in modo che possa sostituire la patata come alimento principale”. I due interroganti erano fortunatamente abbastanza svegli per indagare. “Dove cresce la pianta e cosa ha di speciale?” Rudolf Steiner ha potuto rispondere solo brevemente alle domande, l’autista stava aspettando. Ma entrambi sentivano l’importanza e la serietà della breve risposta. “Questa pianta è l’unica in grado di immagazzinare etere luminoso nelle sue parti sotterranee e sarà indispensabile per le persone del futuro. Sta crescendo in Cina”. Per ora doveva bastare, insisteva il macchinista, perché il treno non avrebbe aspettato”.

* Riferito da Johanna von Keyserlingk a suo figlio Adalbert. Tratto da: Ralf Roessner, Clemens Hildebrandt (2014) “The Light Root: Nutrition of the Future, a Spiritual- Scienti􏰀ic Study”, Temple Lodge Publishing

 

山薯

“Shānyào, il rimedio della montagna. Il suo sapore e la sua natura sono tiepidi, bilanciati, non hanno tossicità . Tratta il colpo di vento, tratta il deficit profondo dell’essenza, l’emaciazione, scaccia l’energia perversa che porta al freddo e al calore, rinforza e tonifica il centro, da forza ai muscoli e ricostruisce la carne, tratta il vento che risale alla testa, i problemi alla vista, ferma il chi che va verso il basso, il mal di schiena, tonifica il grande vuoto (deficit di sangue), consolida i cinque organi pieni, scaccia il calore interno/agitazione, consolida lo Yin. Dopo averla assunta l’orecchio e l’occhio diventano in grado di sentire e in grado di vedere, la vista diviene luminosa, sul lungo periodo rende il corpo leggero, e in grado di resistere ai periodi di carestia. Quelle che crescono sulle montagne (spontanee) sono particolarmente benefiche; pacifica e fortifica le “anime vegetative” del fegato e del polmone, dà solidità al cuore e allo spirito, dà robustezza alle emozioni (…)”

Tratto da: “Bencao gangmu” (1596) del maestro di medicina Li Shizhen (1518–1593), epoca Ming. Sezione dedicata allo shā nyà o 山药

  • ffLux_radicidiluce_Schizzo di Caretto/Spagna, Assab One
    ffLux_radicidiluce_Schizzo di Caretto/Spagna, Assab One
  • ffLux_radicidiluce_Calligrafia, Caretto/Spagna - Assab One
    ffLux_radicidiluce_Calligrafia, Caretto/Spagna - Assab One
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Giovanni Hanninen
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One
  • Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Michela Gallesio
    Caretto/Spagna, ffLux_radici di luce - 1+1+1/2021, Assab One © Michela Gallesio

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