1+1+1/2021

architecten jan de vylder inge vinck/inge vinck jan de vylder architecten

Claudia Losi 
+
Caretto/Spagna

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

1+1+1/2021

architecten jan de vylder inge vinck/inge vinck jan de vylder architecten

Claudia Losi 
+
Caretto/Spagna

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

ORARI DI APERTURA
Dal 4 settembre al 16 ottobre
Dal mercoledì al sabato dalle 15:00 alle 19:00
Apertura straordinaria in occasione del Salone del Mobile lunedì 6 e martedì 7 settembre

INAUGURAZIONE
Inaugurazione sabato 4 e domenica 5 settembre dalle 16:00 alle 20:00

Accesso su prenotazione tramite piattaforma Eventbrite

Per informazioni info@assab-one.org

La quinta edizione di 1+1+1 prosegue all’insegna del dialogo tra tre autori nuovamente chiamati a condividere lo spazio, ma soprattutto un macro pensiero su cosa voglia dire oggi “creare”. Si tende infatti a guardare sempre al nuovo. “A cosa stai lavorando di nuovo?” spesso ci si sente chiedere. E se per una volta non fosse il nuovo al centro della nostra attenzione? Ma l’esistente? O Il quotidiano?
Tre interventi che parlano di cura e di attenzione e di un altro modo, non invasivo, di abitare il mondo.

Biografie

Jan De Vylder e Inge Vinck (1968 e 1973) vivono e lavorano a Ghent, Belgio. Insieme, hanno fondato lo studio di architettura Architecten Jan De Vylder Inge Vinck (AJDVIV). Nel 2016 AJDVIV ha co-curato il padiglione Belgio alla 15° Mostra Internazionale di Architettura – Biennale di Venezia, Italia. Mostre recenti includono Venezia, Italia 2010, 2014, 2016, 2018; Chicago, USA 2014, 2016; Lisbona, Portogallo 2019 e San Paolo, Brasile 2019. I loro progetti, per committenti privati e pubblici, hanno vinto numerosi premi e nomine come Schelling Architektur Preise 2016, Germania; Leone d’Argento, 15° Mostra Internazionale di Architettura – Biennale di Venezia, Italia; Henry van de Velde 2018, Belgio; Mies Award 2019 (finalisti).

Jan De Vylder ha insegnato a Sint-Lucas School for Architecture, Bruxelles, Belgio; TU Delft, Olanda; EPFL, Losanna, Svizzera; Accademia di Architettura USI, Mendrisio, Svizzera; ETH, Zurigo, Svizzera (in corso). Inge Vinck ha insegnato a Ecole Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage, Lille, Francia; TU, Delft, Olanda; Accademia di Architettura USI, Mendrisio, Svizzera; Kunstacademie, Düsseldorf, Germania (in corso).

www.architectenjdviv.com

 

Claudia Losi è nata a Piacenza nel 1971. La sua pratica artistica esplora le interazioni sociali, gli intrecci della sensibilità umana e le complessità dei fenomeni naturali attraverso una metodologia scientifica, etnografica ed antropologica. L’opera di Claudia Losi comprende progetti partecipati e performance così come disegno, fotografia e scultura. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna e all’Università di Bologna, facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Losi ha esposto in istituzioni italiane e internazionali.

Mostre recenti includono Museo d’Arte Moderna di Bologna; Museo Carlo Zauli, Faenza; IKON Gallery, Birmingham, UK; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Museo Marino Marini, Firenze; Stenersen Museum of Oslo, Norvegia; Le Magasin, Grenoble, Francia; MAMBo Bologna; MAXXI Roma. Opere di Claudia Losi sono state incluse in manifestazioni internazionali come Hangzhou Triennial of Fiber Art, Cina (2016); Wayne State University, Detroit, USA (2014); Sharjah Biennale 8, Emirati Arabi Uniti (2007). Losi ha partecipato a residenze a Studio Orta-Les Moulins, Parigi, Francia; JCVA, Israel; Art Omi International, New York, USA; NTU CCA Singapore.

www.claudialosi.com

 

Andrea Caretto (Torino, 1970) e Raffaella Spagna (Rivoli, 1967) lavorano insieme dal 2002. La loro attività artistica nasce dal desiderio di indagare le molteplici dimensioni della realtà attraverso l’esplorazione della complessa rete di relazioni da cui le cose emergono, stabilendo e ristabilendo un rapporto con “l’altro” in un esercizio di attenzione e cura. La pratica di Caretto/Spagna si fonda su un’attitudine alla “presenza” e all’esperienza nel mondo, nel tentativo di riposizionarsi, come esseri umani, spostandosi dal centro per mettersi in ascolto degli altri soggetti, viventi e non viventi.

Caretto/Spagna sono tra i soci fondatori dell’Associazioni Progetto Diogene, Torino e di Pianpicollo Selvatico – centro di ricerca nelle arti e nelle science, Levice (TO). Collaborano regolarmente con IRIS – Istituto di Ricerca Interuniversitario delle Università di Torino e Brescia e Aosta e Facoltà di Science della Formazione dell’Università di Torino. Sono inoltre consulenti artistici per Munlab, Ecomuseo dell’Argilla, Cambiano (TO), dove si trova anche il loro studio. Mostre personali e collettive recenti includono: PAV – Parco Arte Vivente, Torino; Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella; GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino; CAIRN (Centre d’Art Informel de Recherce sur la Nature), Digne-les-Bains, Francia; Fondazione Benetton, Treviso; Fondazione MERZ, Torino; Bozar, Bruxelles, Belgio; Khoj International Artists, New Delhi, India; Mudam Luxembourg Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean.

www.esculenta.org

 

Federica Sala, è una curatrice indipendente ed un design advisor formatasi nel dipartimento design del Centre Pompidou. Tornata a Milano nel 2008 ha collaborato con Fabrica, miart, 5VIE Art+Design, Airbnb, Vogue Italia, Cassina,…
Nel 2018 ha curato con Patricia Urquiola la grande retrospettiva ACastiglioni alla Triennale di Milano. Attualmente è in corso la mostra omaggio a Giulio Castelli presso il nuovo ADI Design Museum. Collabora con diverse testate, ha una rubrica fissa su Interni ed un libro in pubblicazione con Rizzoli International.

www.federica-sala.com

 

Elena Quarestani, editrice e giornalista pubblicista in una vita precedente, ha ideato e diretto periodici, enciclopedie e opere collezionabili. E’ stato solo dopo la prima mostra del 2002, pensata come un episodio isolato, un rito di passaggio per una fabbrica dismessa, che ha deciso di coniugare la sua passione per l’arte e l’edificio che fino allora aveva ospitato l’azienda di famiglia e di mettere le competenze accumulate in molti anni di lavoro nel campo dell’editoria e della comunicazione e le buone relazioni nel mondo dell’arte al servizio di questa iniziativa.

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