1+1+1/2022

Zilla Leutenegger 
+
Studio Ossidiana
+
Cino Zucchi e Chiara Zucchi

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

maggio-luglio 2022

1+1+1/2022

Zilla Leutenegger 
+
Studio Ossidiana
+
Cino Zucchi e Chiara Zucchi

un progetto di Elena Quarestani
a cura di Federica Sala

maggio-luglio 2022

ORARI DI APERTURA
Dal 1 Giugno al 16 Luglio
Dal mercoledì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00
Sabato su appuntamento

per prenotare: info@assab-one.org o 02 2828546

INAUGURAZIONE
martedì 31 Maggio dalle 18:00 alle 22:00 con una performance a cura di Elio Marchesini con l’ensemble Pozzi Sonori e con la partecipazione di Cino Zucchi

APERTURE STRAORDINARIE
Da lunedì 6 giugno a domenica 12 giugno dalle 10:00 alle 19:00 in occasione del Salone del Mobile
Giovedì 30 giugno dalle 18:00 alle 20:00 performance di Zilla Leutenegger con Simon Specker e Mario Scarton alias Chico Cream

ingresso con tessera associativa 2022 (€10)

La sesta edizione di 1+1+1 vuole essere un inno alla collettività, un 1+1+1+1+1+1+…. che accoglie all’interno delle nuove installazioni anche quelle precedenti, in una stratificazione di segni che dà nuovo respiro al passato grazie alla presenza attiva dei visitatori che si troveranno a percorrere lo spazio e, volendo, ad interagire attivamente con le nuove proposte autoriali. Se l’artista svizzera Zilla Leutenegger dialoga con le cabine lignee di Jan De Vylder e Inge Vinck con l’estemporanea danza di th dncr (the dancer) coinvolgendo in un delicato gioco di ombre e riflessi i visitatori, il duo di architetti Studio Ossidiana realizza con Wandering fields un tappeto cromatico di materiali naturali da pettinare e disegnare o anche solo mescolare al passaggio. Ad insegnarci invece come trasformare suoni singoli in un ritmo collettivo il palcoscenico aperto di Ouroborobeats di Chiara e Cino Zucchi, celebra la musica come il linguaggio universale per eccellenza. (F.S)

Con il sostegno di:

 

 

 

Sponsor tecnici:

Fratelli Gelmini SRL
Bacchi SPA
Tecno Canapa by Senini
Fratelli Ingegnoli SRL
Fuoco e Fiamme

Biografie

Zilla Leutenegger (*1968) vive e lavora in Svizzera. Il fulcro del suo repertorio artistico è sempre stato il dialogo tra la persona e lo spazio e tra lo spazio e la luce.
Conosciuta soprattutto per il suo stile fatto di tratti audaci e forti accenti di colore, i suoi disegni emergono dal piano orizzontale e si fondono con sculture e video proiezioni in installazioni a tre dimensioni. Disegnare attiva una modalità di creazione spontanea, per questi i lavori su carta o le video installazioni di Zilla appaiono improvvisati e senza pretese. Solo quando si esaminano attentamente si inizia a percepire la costruzione tecnica dietro ad ogni pezzo. Di solito Zilla lavora simultaneamente con diversi mezzi espressivi, quindi i suoi disegni e le sue installazioni video si possono spesso leggere come singole scene o capitoli di una storia più grande. Di recente ha incluso nel suo repertorio la tecnica del monotipo
I lavori di Zilla sono stati esposti in tutto il mondo fin dal 1996, diventando parte della collezione permanente di numerosi istituti d’arte in Svizzera, in Europa e negli USA.

www.zilla.ch


Studio Ossidiana 
(fondato nel 2015) è uno studio di design e di architettura guidato da Giovanni Bellotti e Alessandra Covini con sede a Rotterdam. Lavora in equilibrio tra architettura, arte visuale e design. Bilanciando ricerca e fabbricazione, esplora approcci innovativi al design, sempre alla ricerca di nuove espressioni materiali per tradurre visioni in spazi tangibili e oggetti. Nel 2018 Studio Ossidiana ha vinto il premio Dutch Prix de Rome, il riconoscimento più prestigioso presente in Olanda per gli architetti sotto i 35 anni. I lavori di Studio Ossidiana sono stati pubblicati sia su carta sia in digitale dai media ed esposti in mostre personali e collettive tra cui Biennale Architettura di Venezia 2021, Arkdes 2021, Biennale Architettura Istanbul 2021, Biennale Architettura Chicago 2021, Biennale Arte Istanbul 2019, CIVA 2019, Het Nieuwe Institute 2019, Jan Van Eyck Academie 2017 e 2020, Dutch Design Week 2016 e 2021. 

www.studio-ossidiana.com


Cino Zucchi e Chiara Zucchi
Attraversando e superando gli schemi ancestrali che appaiono guidare il rapporto tra padre e figlia, Chiara e Cino Zucchi si divertono a mettere insieme i propri modi di fare e punti di vista del tutto eterogenei per generare opere dai confini incerti tra arte, design, architettura e multimedialità. Chiara e Cino litigano spesso in viaggio su quale compilation ascoltare.

Chiara (1992) è un’interaction designer e artista multimediale. I suoi lavori, che esplorano tematiche contemporanee quali l’emergenza ambientale, nuove interpretazioni di antiche simbologie, l’evoluzione dei comportamenti legati all’Information Technology sono stati esposti al Fuorisalone di Milano, alla Tate Modern e al Science Museum di Londra.
Cino (1955) professore ordinario al Politecnico di Milano, è autore di numerosi articoli e libri, ha insegnato in molte università, tra cui Harvard e l’ETSAM, e con il suo studio CZA ha progettato e realizzato la riforma della ex-Junghans a Venezia, il Nuovo Portello a Milano, il Museo dell’Auto e il Campus Lavazza a Torino. Ha partecipato a svariate edizioni della Triennale ed è stato curatore del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia nel 2014. È appassionato di arte low-brow e di musica indie, e di tanto in tanto è chiamato dai suoi studenti ad animare le loro feste come DJ.

Elio Marchesini è un musicista eclettico, aperto a molteplici realtà musicali, dalla musica classica alle avanguardie musicali, dalla musica leggera alla musica etnica. Questo atteggiamento lo porta a collaborazioni sia con enti lirici e sinfonici quali il Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra Sinfonica G. Verdi, il Maggio Musicale fiorentino sia con formazioni cameristiche come il Contemporartensemble, I Percussionisti della Scala, il gruppo di percussioni Naqquara. In veste di curatore collabora con gallerie d’arte e per eventi del comune di Milano. Con egual entusiasmo si dedica alla composizione e le sue opere appaiono in cartelloni di importanti stagioni quali quella dell’ Orchestra Sinfonica Verdi di Milano. E’ curatore delle opere del compositore milanese Davide Mosconi. Da alcuni anni si occupa di formazione e management conducendo un programma formativo capace di evidenziare dinamiche lavorative attraverso l’uso ludico della musica. La performance con l’ensemble Pozzi Sonori nell’ambito del lavoro di Cino e Chiara Zucchi per 1+1+1 nasce in seno alla Scuola Civica Pozzi di Corsico dove insegna da 20 anni.

Federica Sala è curatrice indipendente e design advisor formatasi nel dipartimento design del Centre Pompidou. Tornata a Milano nel 2008 ha collaborato tra gli altri con Fabrica, miart, 5VIE Art+Design, Airbnb, Vogue Italia, Cassina. Nel 2018 ha curato con Patricia Urquiola la grande retrospettiva di Achille ACastiglioni alla Triennale di Milano. Collabora con diverse testate, ha una rubrica fissa su Interni ed un libro in pubblicazione con Rizzoli International.

www.federica-sala.com


Elena Quarestani
, editrice e giornalista pubblicista in una vita precedente, ha ideato e diretto periodici, enciclopedie e opere collezionabili.È stato solo dopo la prima mostra del 2002, pensata come un episodio isolato, un rito di passaggio per una fabbrica dismessa, che ha deciso di coniugare la sua passione per l’arte e l’edificio che fino allora aveva ospitato l’azienda di famiglia e di mettere le competenze accumulate in molti anni di lavoro nel campo dell’editoria e della comunicazione e le buone relazioni nel mondo dell’arte al servizio di questa iniziativa.

Comunicato stampa

Per la sesta edizione di 1+1+1, curata da Federica Sala, gli autori chiamati a condividere lo spazio di Assab One interagiscono tra loro e con il pubblico attraverso tre grandi installazioni partecipative.

Zilla Leutenegger partecipa a 1+1+1 con th dncr (the dancer), installazione ambientale che riprende tutta l’opera dell’artista svizzera, da sempre caratterizzata dalla spazialità. L’installazione site specific entra infatti in dialogo con le cabine in legno realizzate da Inge Vinck e Jan de Vylder per la precedente edizione di 1+1+1 grazie a una video proiezione realizzata a partire da alcuni disegni, o meglio ritratti, dell’artista stessa. th dncr instaura quindi un dialogo con lo spazio e le sue pre-esistenze ma anche con il visitatore, la cui presenza interrompe dapprima casualmente il fascio della proiezione fino a diventare, volendo, atto performativo esso stesso. In un delicato gioco di ombre e sorprese la figura danzante dell’artista compare nella video proiezione ma anche nei grandi monotipi su specchio, la cui illusione contribuisce a creare l’incanto delicato della danza. Giovedì 30 giugno la figura danzante acquisirà finalmente vita grazie alla performance di Zilla Leutenegger con Simon Specker e Mario Scarton alias Chico Cream.

Studio Ossidiana (Alessandra Covini e Giovanni Bellotti), duo di architetti e designer italiani basati a Rotterdam, presenta il progetto Wandering fields, un’installazione “geografica” immaginata per trasformare gli spazi di Assab One in una superfice capace di riavvicinarci alla terra. La sequenza immaginaria di campi è composta da materiali organici (quali carbone, sabbia, conchiglie, canapa, argilla espansa, terra rossa e terriccio) come tributo alle pianure olandesi e padane abitate da Studio Ossidiana ma è anche un ponte concettuale tra le persone attraverso una serie di volumi realizzati con le stesse materie del terreno. Rastrelli e altri grandi strumenti in legno, disegnati e fresati a mano dai designer per questa mostra, consentono al pubblico di intraprendere azioni di disegno e di gioco sul suolo, di disegnare letteralmente sulla superficie della installazione diventando parte di essa. Al termine della mostra questo tappeto di materiali, che avrà ormai perso le sue definizioni cromatiche e materiche, sarà convertito in un cumulo fertile e trasportato all’interno del parco Trotter per essere donato alla comunità cittadina come opera di design pubblico destinata ad integrarsi nel paesaggio nell’arco di dodici mesi. Wandering fields è un progetto di Studio Ossidiana (Giovanni Bellotti, Alessandra Covini) con Pedro Daniel Pantaleone, Konstantin Beck, Ebru Guner; produzione Tomaello Bv.

Cino Zucchi e Chiara Zucchi creano per 1+1+1 OUROBOROBEATS, installazione partecipativa costituita da due parti complementari che ci accompagnano in un percorso di suoni, vocalizzi e rumori che, attraverso il filtro dell’arte trasformano ciò che è astratto ed individuale in qualcosa di condiviso. Da una parte una grande struttura realizzata con tubi metallici ed aste di sostegno prende la forma geometrica della lemniscata, quell’8 orizzontale che è il simbolo dell’infinito. Un ”portico senza fine” che divora sé stesso come il serpente Ouroboros.
Il suo tracciato sospeso crea un “palcoscenico aperto”, nel quale i visitatori sono invitati a interagire generando suoni e rumori grazie ai più disparati strumenti a percussione.
La seconda parte dell’installazione prevede una galleria di Lari e Penati musicali, che ci riportano al tema della memoria, della riproducibilità e della trasmissione di saperi attraverso le generazioni.
Martedì 31 maggio inaugurerà l’intervento una performance a cura di Elio Marchesini con l’ensemble Pozzi Sonori e con la partecipazione di Cino Zucchi.

Ritrovare la spontaneità, Federica Sala

Ritrovare la spontaneità 

La sesta edizione di 1+1+1 vuole essere un inno alla collettività, un 1+1+1+1+1+1+…………… che accoglie all’interno delle nuove installazioni anche quelle precedenti, in una stratificazione di segni che dà nuovo respiro al passato grazie alla presenza attiva dei visitatori che, volenti o nolenti, si troveranno a percorrere lo spazio della Sala Roland e a interagire attivamente con le nuove proposte autoriali. 

Quasi dando una forma e un nome a un processo già in essere ad Assab One, la mostra sottolinea l’aspetto dei lasciti di alcuni di coloro che sono precedentemente intervenuti nello spazio. Forse perché ci sia avvicina a un compleanno importante (vent’anni di attività) o perché ci siamo rese conto che ogni volta qualche lavoro resta e non viene disallestito -o viene spostato- andando così a inserirsi nel luogo in modo organico, ma allo stesso tempo aggiungendo dei paletti spaziali con cui fare i conti. 

1+1+1+1+1+1+1+…. rappresenta oggi un agglomerato artistico in continuo mutamento, quasi un organismo vivente ed in questa sua vitalità l’elemento umano assume una rinnovata centralità.
Le tre installazioni di quest’anno, a firma di Zilla Leutenegger, Studio Ossidiana e Chiara e Cino Zucchi sono tutte e tre accomunate dall’importanza della relazione con il visitatore e dalla spontaneità di questa relazione. 

Gli ultimi anni hanno fortemente irrigidito la nostra organizzazione temporale obbligandoci a pianificare tutto nel minimo dettaglio: prendiamo i biglietti per le mostre e per i cinema con largo anticipo, non andiamo più al ristorante senza aver prenotato, viviamo giornate con agende bloccate in una sequenza di appuntamenti fisici o virtuali. Persino le telefonate sono organizzate. 

Ecco: la mostra vuole invece riportare al centro delle nostre vite quella spontaneità e quella casualità che crediamo essere un valore importante della nostra capacità di sorprenderci, di essere curiosi, di deviare dal percorso prestabilito e di farlo con leggerezza ed allegria.
Così l’artista svizzera Zilla Leutenegger unisce i suoi principali mezzi espressivi (il video ed il disegno) in un’installazione site-specific che ingaggia un dialogo tra le cabine lignee di Jan De Vylder e Inge Vinck e l’estemporanea danza di th dncr (the dancer) coinvolgendo i visitatori in un delicato gioco di proiezioni e di riflessi. 

I proiettori, volutamente posizionati in terra per permettere al passaggio casuale del visitatore di interrompere il fascio di proiezione, portano immediatamente il visitatore all’interno della danza, tendendogli la mano e invitandolo a liberarsi dalle formalità ed iniziare lui stesso a danzare. 

Sempre di carattere spaziale è l’intervento di Studio Ossidiana, duo di architetti italiani trapiantati a Rotterdam che, con Wandering fields, mettono in relazione la pianura padana dove sono nati con le Low Lands olandesi in cui vivono. Il loro dialogo geografico riporta al centro del nostro pensiero il terreno arrivando a progettare dei campi e invitando il visitatore a prendersene cura, a pettinarli, a giocare con essi, a mescolarli. Ed è proprio questa casualità a trasformare il tappeto di materiali che investirà il luogo in una composizione fertile la cui vita continuerà successivamente nel quartiere, quasi a volerci insegare a seminare: piante ma anche relazioni. 

L’installazione OUROBOROBEATS di Cino Zucchi e Chiara Zucchi che poggia sull’opera a pavimento di Andrea Mastrovito, affronta invece il tema della collettività e della spontaneità attraverso il filtro della musica, linguaggio universale per eccellenza. Sorta di palestra per il dialogo che, grazie ad un palcoscenico aperto, ci insegna come trasformare suoni singoli in un ritmo collettivo, a prendere il tempo di sintonizzare il proprio ritmo su quello altrui. Ma allo stesso tempo l’installazione pone anch’essa l’accento sul lascito della musica, che potendo essere riprodotta, reinterpretata e trasmessa al di là delle sequenze temporali diventa non solo linguaggio universale, ma anche atemporale. 

Federica Sala

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