Sixteen Conversations on Abstraction (table / table)

Riet Wijnen
a cura di Kunstverein Milano

febbraio-marzo 2022

Sixteen Conversations on Abstraction (table / table)

Riet Wijnen
a cura di Kunstverein Milano

febbraio-marzo 2022

ORARI DI APERTURA
Dal 12 febbraio al 19 marzo
Dal mercoledì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00, sabato su appuntamento

 

INAUGURAZIONE
Sabato 12 febbraio dalle 16:00 alle 20:00

 

Accesso con tessera Assab One 2022 (€10) e Super Green Pass.

Per informazioni info@assab-one.org +02 2828546 e info@kunstverein.com  +39 336753543

L’artista olandese Riet Wijnen approda ad Assab One e, per la prima volta in Italia, con la mostra Sixteen Conversations on Abstraction (table / table), a cura di Kunstverein Milano. 

Il progetto, in cui Wijnen indaga la portata storico-sociale del concetto di “astrazione”, fa parte del ciclo di opere intitolato Sixteen Conversations on Abstraction, in corso dal 2015, e mette in luce il metodo d’indagine dell’artista in relazione alle pratiche e alle idee del femminismo. A 50 anni dalla nascita dell’International Feminist Collective fondato a Padova nel 1972 che ha dato vita alle campagne per il salario al lavoro domestico, la tappa milanese dell’artista è dedicata alla studiosa e attivista italo-americana Silvia Federici, tra le fondatrici del Collettivo e figura centrale del femminismo della seconda ondata Federici compare come personaggio nell’opera presente in mostra Conversation Four: First Person Moving (2016).

Mettendo al centro il concetto di astrazione, Wijnen ne esplora la storia, le lacune discorsive e il potenziale narrativo in diversi ambiti: parte infatti dal primo modernismo nell’arte e si sposta gradualmente verso le sue implicazioni in campi quali la scienza, la filosofia e l’attivismo. Il ciclo si articola in sedici conversazioni fittizie tra figure e soggetti che appartengono a campi e momenti storici diversi; sedici opere e una scultura/tavolo che funge da diagramma, o partitura, che mappa le connessioni tra i diversi protagonisti e argomenti dei dialoghi. Spiega l’artista: “La sua versatilità e la sua apertura oltre al suo potere trasformativo, rendono la forma della conversazione particolarmente adatta a tematizzare la relazione tra linguaggio e astrazione.”

In Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) Wijnen impiega diversi media e formati – sculture, stampe su legno, dialoghi immaginari, testi e ‘type design’ – e include nuove produzioni, tra cui il tavolo progettato per condividere la documentazione di The NY Wages For Housework collective.  Il tavolo è stato donato da Silvia Federici a MayDay Rooms di Londra, che lo ha gentilmente concesso in prestito per la mostra. Il pubblico italiano può così esplorare, attraverso la chiave di lettura dell’astrattismo, la storia dell’impegno femminista della nota attivista e studiosa. 

La scelta del tavolo, che gioca un ruolo centrale nel progetto e che rimanda all’opera precedente di Wijnen, getta un ponte con il lavoro portato avanti da Federici stessa. Cuore di ogni ambiente domestico, il tavolo è il luogo attorno al quale i ruoli sociali e le relazioni di genere vengono espressi, compresi e trasmessi da una generazione all’altra. Ma è anche, come testimonia Silvia Federici a partire dalle proprie esperienze e riflessioni decennali sul lavoro domestico, lo spazio in cui vengono concepiti, discussi e animati i momenti di trasformazione della società. Attraverso la sua riproposizione, Wijnen cerca a sua volta di stabilire una connessione con la storia dei movimenti femministi della seconda ondata che ebbero inizio nel nord Italia.

Attraverso la finzione della conversazione, Wijnen indaga il potenziale di scenari immaginari come metodo per aprire e mettere in discussione costrutti storici e socio-politici. La mostra si pone dunque come quadro e specchio dei contenuti del ciclo Sixteen Conversation on Abstraction, tra il concreto e l’astratto, il materiale e il concettuale, la storia e il canone con le loro letture alternative. Ma anche come momento di riflessione a partire dalle relazioni con voci, idee e pratiche che si intrecciano nel presente.

Biografia

Riet Wijnen (1988, Venray, NL) vive e lavora ad Amsterdam.

Nella sua pratica utilizza scultura e fotogrammi, lavora attraverso testi, xilografie e, più recentemente, type design. Il suo interesse è orientato alle storie incomplete dell’astrazione, ai messaggi racchiusi nel loro vasto contenuto che potremmo non conoscere ancora. Wijnen esplora l’astrazione attraverso lo sguardo dei protagonisti del passato e del presente. Ospitando artisti modernisti, scienziati, filosofi, pedagoghi e attivisti in conversazioni fittizie e sculture, per ripensare storie e narrazioni, per immaginare il futuro, Wijnen ne esplora percezione, linguaggio e strutture organizzative. Questa ricerca confluisce nel ciclo Sixteen Conversations on Abstraction (2015— in corso) e in pubblicazioni relative al linguaggio e alle biografie di donne moderniste che diventano fonte d’ispirazione per la sua pratica, pur funzionando in modo indipendente, come Saloua Raouda Choucair (2022), Homophone Dictionary (2019), Grace Crowley (2019), Abstraction Création: Art non-figuratif (ristampa e traduzione) (2014) e Marlow Moss (2013). 

Fra le mostre personali: Manifold Books, Amsterdam (2019); Lumen Travo, Amsterdam (2018); P/////AKT, Amsterdam (2016) e Dolores, Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (2015). Riet è stata residente alla Rijksakademie van beeldende kunsten (2017-18) e ha partecipato a mostre collettive presso, tra gli altri, SculptureCenter, New York; 21st Biennale of Sidney, Australia; John Hansard Gallery, Southampton; The Center for Contemporary Art & Culture at PNCA, Portland; Casco Art Institute: Working for the Commonsis, Utrecht e Index – The Swedish Contemporary Art Foundation, Stoccolma. Wijnen insegna nel dipartimento di Graphic Design e TXT della Gerrit Rietveld Academie, Amsterdam e nel 2022 è residente al Van Doesburghuis di Parigi e al Sundaymorning @ekwc di Oisterwijk, NL.

  • Riet Wijnen, « Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) », 2022, veduta della mostra, Courtesy Kunstverein Milano, Photo: Andrea Rossetti
  • Riet Wijnen, « Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) », 2022, veduta della mostra, Courtesy Kunstverein Milano, Photo: Andrea Rossetti
  • Riet Wijnen, « Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) », 2022, veduta della mostra, Courtesy Kunstverein Milano, Photo: Andrea Rossetti
  • Riet Wijnen, « Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) », 2022, veduta della mostra, Courtesy Kunstverein Milano, Photo: Andrea Rossetti
  • Riet Wijnen, « Sixteen Conversations on Abstraction (table / table) », 2022, veduta della mostra, Courtesy Kunstverein Milano, Photo: Andrea Rossetti