Daniele Papuli

ULE – CARTE VISIONARIE

Daniele Papuli

ULE – CARTE VISIONARIE

Comunicato Stampa

Daniele Papuli
ULE CARTE VISIONARIE
Scultografie installazioni video

 

ASSAB ONE apre la stagione 2020 con il progetto di Daniele Papuli che torna a rievocare gli elementi che hanno fatto la storia della sua sede dove si stampavano e si confezionavano libri.  

ULE è un racconto visionario attraverso la carta, l’acqua e l’inchiostro. 

Il video. Duecentottantacinque metri di carta leggera uso scontrino che l’artista Daniele Papuli ci invita a guardare come la pellicola di un film. Un progetto che risale al 2009 con l’inchiostratura di 19 bobine ora selezionate e raccolte in sette titoli: ule, respiri, mondi, voli, viaggi, evanescenti, distanti. E’ una visione incantata di macchie, di aloni, di neri profondi,di ramificazioni, di osmosi lente che appartengono solo alla carta, materia elettiva dell’artista da più di vent’anni. In un gioco continuo di associazioni forme e sbavature evocano altro, come accade a un bambino quando guarda le nuvole. La proiezione scorre lenta per venticinque minuti da destra a sinistra. 

Le sculture, fatte di carte di vario tipo, indurite dalla stratificazione e dalla assorbenza del colore, si rivelano come forme arcaiche affioranti, estrapolate dal racconto. Si vestono di sfumature, di aloni, di segni e disegni e si fanno visionarie. Papuli dà loro il nome di Cuti che, nel dialetto salentino, significa di concrezione dura.

Ma ULE è un’esperienza che investe altri sensi. Il suono o meglio i suoni che accompagnano la visione sono registrazioni eseguite con grandi fogli di carta, lamelle, strisce, veline o di grammatura più pesante, stropicciate, accartocciate, strappate come fa un rumorista che combina immagine e suono, in questo caso macchia e vibrazione.

*ULE è un progetto a più mani. Quelle dell’artista che affondano nella materia e ne scova anche le sonorità, quelle di Gianni De Rosa che pizzicano, saltellano e scorrono libere sulle corde tese della sua viola e quelle di Renato Ferrero che pazienti impaginano immagini,suoni, silenzi.

**Un breve video introduce il visitatore al progetto. Si raccontano il lavorio, l’idea, gli incontri e lo sviluppo armonico di ULE, che nel salentino vuol dire voglia, desiderio insoddisfatto che riappare come macchia sulla pelle, ma anche vola, al singolare, come auspicio di leggerezza. 

Biografia

Daniele Papuli scopre la passione per la carta a Berlino all’inizio degli anni Novanta, in occasione di un workshop e nel ’96 si diploma in scultura presso l’Accademia di Brera. A questo periodo risale l’incontro con l’editore Vanni Scheiwiller che gli affida la produzione di fogli realizzati a mano per i supporti grafici del libro d’arte in 300 esemplari Trittico, tre poesie di Wislawa Szymborska, tre collage di Alina Kalczynska.

L’esplorazione della materia cartacea procede con edizioni numerate, impianti scenografici, installazioni e pezzi unici che dialogano con le molteplici esperienze del design contemporaneo e danno luogo alla collaborazione con noti marchi moda (Missoni, Hermès), con la galleria Dilmos di Milano, alla partecipazione al circuito itinerante The New Italian Design promosso dalla Triennale di Milano e al più recente progetto realizzato con l’architetto Michele De Lucchi in occasione dell’iniziativa DoppiaFirma promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, ma anche coinvolgimenti nelle attività progettuali e di laboratorio dedicate al mondo dei bambini, per la Triennale e il Muba di Milano.

E’ del 2010 la sua personale Vis à Vis a cura di Luciano Caramel e Kengiro Azuma presso la Fondazione Calderara di Vacciago di Ameno (No), del 2011 le mostre Scultografie al Castello Aragonese di Ischia e Le Gèant de Papier al Flux Laboratory di Ginevra con quattro scenografie per le performance di danza e qui la sua prima live Paperdance con la sperimentazione delle sonorità della carta, le stesse che l’artista ripropone nel 2015 in The Electric Blue Night al Teatro dell’Arte di Milano. Site-specific le installazioni Metamorfosi nelle sale del Palazzo Ducale di Martina Franca e Carte e fibre nella Galleria Casa Dugnani di Robecco sul Naviglio, “scultografie”, dialoghi aperti con la materia, lo spazio e suoi luoghi. Nel 2017 la galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia gli dedica la personale L’era della carta forme e visioni e nello stesso anno la galleria Stefano Forni di Bologna Visionomie. Nel 2018 è invitato a Parma360 Festival della Creatività Contemporanea.

Importanti i contributi gli sono stati dedicati sulla stampa italiana ed internazionale, su riviste di settore ed in pubblicazioni internazionali nell’ambito della Paper Art. Recente il progetto editoriale di Skira a cura di Bianca Cappello Carta Preziosa, Il design del gioiello di carta con una piccola scultura bianca da indossare.