assabone
Summer School organizzata dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con la University of Notre Dame (USA) e sponsorizzata dalla U.S. - Italy Fulbright Commission.
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Assab One ospita la mostra di progetti del Laboratorio di Progettazione architettonica 3J della Scuola di Architettura e Società, Politecnico di Milano. La mostra presenta una selezione di proposte per la riconversione della ex-azienda di arti grafiche, attuale sede dell’associazione, in un “Art Center” per la città di Milano dedicato all’attività creativa di artisti e performers. I progetti prevedono la realizzazione di atelier e laboratori, foresterie, spazi espositivi, caffè, bookshop, ribadendo la vocazione alla sperimentazione e alla diffusione dell’arte di questo luogo straordinario attraverso la sua riqualificazione architettonica, l’organizzazione degli interni, le connessioni e l’apertura al quartiere.
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Nicola Troilo presenta ad Assab One i suoi lavori più recenti. Sono tele di grandi dimensioni realizzate con la tecnica del frottage nel vuoto lasciato dalla macchina da stampa Roland Ultra che ora si trova in India. Per tutta l'estate l'artista ha lavorato in maniera quasi ipnotica utilizzando come base la superficie rugosa del pavimento in cemento segnata dal tempo, riscoprendo un processo caro a Max Ernst e ai poeti surrealisti. Il titolo che ha scelto per la mostra ha a che fare con il luogo che la ospita e con tutti coloro che ne accompagnano lo svolgimento con la loro presenza e con la loro partecipazione.
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Incontri, lezioni, conversazioni, dispute, laboratori, spettacoli che hanno come denominatore comune la messa in discussione fertile delle nostre pratiche culturali.
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Techno Portraits è un'iniziativa inedita che intende esplorare i confini e le percezioni della musica elettronica. L'intento è di conferire un volto agli artisti di questo genere, attraverso un percorso evolutivo che prevede letture, live e djset. Come la musica nel suo complesso, anche quella elettronica ha molteplici filosofie di pensiero e una varietà di progetti creativi. Sottrarla temporaneamente dall'aspetto 'dance', e quindi estrarla dal classico contesto del club, ne modifica l'approccio e il consueto punto di vista, portando lo spettatore attraverso tre appuntamenti ad una comprensione e ad un ascolto differente e più consapevole.
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Come di consueto Assab One partecipa alla manifestazione
via Padova è meglio di Milano. Quest’anno lo fa con tre mostre che sono il risultato di percorsi creativi condotti in modi diversi, ma hanno un filo conduttore comune: a tutte e tre hanno partecipato moltissimi cittadini che lavorano, abitano e transitano per via Padova e dintorni. Saranno inoltre visibili video e lavori sul quartiere che Assab One ha prodotto negli anni scorsi.
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Assab One ospita "Terrae Motus" un progetto installativo creato da Ignazio Mortellaro negli spazi dell'ex azienda grafica milanese GEA. L'autore continua la ricerca circa le azioni che la Natura esercita sull'uomo iniziata con "Fulmini", installazione realizzata nel borgo medioevale di Maranola. Un tracciato di fili trasparenti, d'argento e d'oro, descrivono la struttura di un triangolo aureo costruito sulle dimensioni dalla macchina per la stampa RolandUltra ed illuminato da tubi al neon, al suo interno si sviluppa una progressione di triangoli aurei che disegna una spirale di Fibonacci. Nel punto asintotico due microfoni a contatto registrano su due canali le gocce di nero inchiostro che cadono da un recipiente appeso al soffitto. Periodicamente si sovrappongono a questa traccia audio le registrazioni militari di terremoti sottomarini. Accompagnano l'installazione tre grandi carte nautiche dipinte di nero.
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Techno Portraits è un'iniziativa inedita che intende esplorare i confini e le percezioni della musica elettronica. L'intento è di conferire un volto agli artisti di questo genere, attraverso un percorso evolutivo che prevede letture, live e djset. Come la musica nel suo complesso, anche quella elettronica ha molteplici filosofie di pensiero e una varietà di progetti creativi. Sottrarla temporaneamente dall'aspetto 'dance', e quindi estrarla dal classico contesto del club, ne modifica l'approccio e il consueto punto di vista, portando lo spettatore attraverso tre appuntamenti ad una comprensione e ad un ascolto differente e più consapevole.
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Portare l'Opera Lirica fuori dai teatri in spazi aperti alla creatività, restituire a Milano la possibilità di assistere ad una forma teatrale, non sempre accessibile, che ci ha resi famosi in tutto il mondo. È questo l'ambizioso obiettivo che si pone un collettivo di giovani, guidati dall’associazione Threes, appassionati di musica classica in tutte le sue forme, che per il 16 e il 17 maggio hanno preparato la messinscena del capolavoro di Mozart
Così fan Tutte, ossia la Scuola degli Amanti, ridotta per il quartetto negli spazi suggestivi di Assab One.
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Techno Portraits è un'iniziativa inedita che intende esplorare i confini e le percezioni della musica elettronica. L'intento è di conferire un volto agli artisti di questo genere, attraverso un percorso evolutivo che prevede letture, live e djset. Come la musica nel suo complesso, anche quella elettronica ha molteplici filosofie di pensiero e una varietà di progetti creativi. Sottrarla temporaneamente dall'aspetto 'dance', e quindi estrarla dal classico contesto del club, ne modifica l'approccio e il consueto punto di vista, portando lo spettatore attraverso tre appuntamenti ad una comprensione e ad un ascolto differente e più consapevole.
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Roland Ultra, la macchina da stampa che ha accompagnato tutte le mostre e gli eventi di Assab One con la sua imponente presenza è stata smontata e trasportata in India dove è stata riassemblata e riavviata alla stampa.
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Loredana Longo affronta da anni una tematica da lei stessa definita "l’estetica della distruzione". Nel video
DEMOLITION#1 squatter l'artista interviene all'interno di uno di tre palazzi costruiti negli anni '70 a Modica, mostri edilizi dello IACP che non hanno superato i test di sicurezza e stabilità. Alcuni giorni prima della demolizione riesce ad avere i permessi per costruire un’installazione, simile ad un intervento di uno squatter, e in seguito ne registra la demolizione.
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Rendering the City ricostruisce l’idea di città attraverso le fotografie di Giovanni Hänninen. Soggetti delle immagini sono sia i nuovi spazi sia la presenza umana che li abita trasformandoli in realtà tanto lontane quanto fedeli ai progetti originali. Ne emerge un rapporto, fra architettonico e umano, fatto di stupore, silenzio e vuoto non colmato.
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Privi della presenza umana e lontani dai luoghi comuni dell’architettura i quadri di Eithne Jordan mettono in evidenza contesti urbani – tetti di fabbriche, tunnel delle metrò, sottopassaggi, condomini, parcheggi per auto e complessi residenziali – scorci familiari ma spesso dimenticati di città come Parigi, Rotterdam, Berlino, Vienna, e più recentemente Dublino.
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Ogni ciclo di opere di Fausta Squatriti è un
Requiem, anche quest’ultimo.
Non c’è posto per la speranza, tutto da molto tempo, forse da sempre, è calcinato e votato alla sparizione. Grigio. Arso. Cinereo. E l’effetto sembra essersi ulteriormente rafforzato da quando Squatriti rivolge il proprio sguardo apocalittico di Medusa verso la città, luogo della vita pulsante anche aldilà del mito progressista e futurista
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Roland è una manifestazione che intende innescare una riflessione condivisa su scrittura, editoria e pubblico. Una serie di incontri (lezioni, conversazioni, dispute, laboratori, spettacoli) che abbiano come denominatore comune la messa in discussione fertile delle nostre pratiche culturali. E quindi della nostra idea di società e di mondo. L’obiettivo di
Roland è dunque quello di provare a dotarsi di ulteriori diottrie per comprendere sempre più in profondità (e responsabilmente) i meccanismi che determinano l’esistenza di un libro e la sua percezione nel campo letterario. Un “numero zero”, una sorta di iniziale collaudo in vista di una prima edizione prevista per giugno 2012.
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Assab One Cantiere: all'inizio non era un'isola. 64 studenti di arti visive e non solo - e un libro - in uno spazio non protetto
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Assab One partecipa alla seconda edizione di
Via Padova è meglio di Milano, iniziativa promossa dal Comitato Vivere in Zona 2, che, nei giorni di sabato 21 e domenica 22 maggio 2011, vede coinvolte 50 associazioni di quartiere in un week end di eventi aperti alla città, un momento per conoscere le risorse umane, culturali e ambientali che fanno di via Padova la via più internazionale di Milano. Assab One propone nei giorni della festa due eventi in sede e uno presso la Biblioteca Crescenzago.
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Assab One ospita DIALOGOS, una ricerca nata senza specifico progetto e senza un disegno curatoriale ortodosso, focalizzata sulla possibilità di sviluppare una pratica artistica attorno a dei presupposti di continua negoziazione del sapere, delle scelte e delle sensibilità. Un’esperienza cresciuta tra artisti che si sono “scelti” per coincidenza, “affinità elettive”, o traiettorie che hanno incrociato il loro fare. Per l'occasione verrà realizzata un'edizione numerata che conterrà tutti i materiali attraverso cui il progetto si è sviluppato nel tempo.
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Presso la Biblioteca Crescenzago Assab One presenta
Ulysses. 12 ritratti migranti per Biblioteca Vivente, un progetto di tutamondo: a partire da febbbraio 2011, negozi, locali, bar e ristoranti di via Padova e dintorni hanno ospitato ogni settimana uno dei video
Ulysses, in cui donne e uomini di diverse nazionalità leggono versi tratti dal quinto libro dell’Odissea nella loro lingua madre.
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Disegni su carta, quadri di diverse dimensioni, lievi strutture in legno più simili a disegni tridimensionali che a sculture e una grande installazione bianca: in mostra insiemi di opere si dispongono come costellazioni sulle pareti di Assab One e dialogano tra di loro. In comune hanno l’appartenenza alla rappresentazione degli oggetti propria della poetica di Nathalie Du Pasquier. Nelle singole opere oggetti del nostro universo quotidiano hanno in comune una certa indifferenza alla loro funzione o materia o peso e, nella loro immobilità e convivenza artificiale, intrattengono tra loro relazioni inconsuete.
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Nell’Anno Accademico 2009-10 gli studenti del "Laboratorio di progetto" del corso di laurea specialistica di Design degli Interni, Facoltà del Design, Politecnico di Milano, sono stati invitati a confrontarsi con le problematiche di via Padova e dintorni e a immaginare per questa realtà un nuovo sistema “aperto” di spazi, di attività, di sollecitazioni in grado di portare alla luce ed espandere le numerose energie positive già attive in quest’area. Per orientare i loro progetti gli studenti hanno condotto un'indagine sul campo, effettuando numerosi sopralluoghi, prendendo contatto con cittadini e negozianti e con le associazioni attive nel quartiere.La mostra dei venti progetti è introdotta dalla proiezione di altrettanti brevi video ed è accompagnata da un magazine che raccoglie e contestualizza i risultati del laboratorio.
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La mostra illustra attraverso il reportage fotografico di Giovanni Hänninen, testi e resoconti estratti dal libro di Massimo Bricocoli e Paola Savoldi
Milano Downtown. Azione pubblica e luoghi dell'abitare (et al. edizioni), i luoghi milanesi esplorati dall'indagine sulla trasformazione e la crescita insediativa che hanno caratterizzato il mutamento del paesaggio dell’abitare in Italia: il nuovo insediamento di Santa Giulia, l’ambito residenziale di Pompeo Leoni, il quartiere di edilizia residenziale pubblica di Gratosoglio, i contesti storici – densi e stratificati – delle aree di Canonica-Sarpi e via Padova.
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Presentazione degli elaborati prodotti dagli studenti del corso in Laboratorio di Teorie e Pratiche del Progetto, tenuto presso il Politecnico di Milano – Facoltà del Design – Corso di Laurea in Design degli Interni-I livello, aa 2009-2010 Proff. Silvia Piardi e Mattia Ghezzi – coll. Elisa Bernardi, Riccardo Casiraghi, Lucilla Zanolari Bottelli.
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KINGS ZINE #1 LIFEdal 19 al 29 ottobre 2010
tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00
a cura di KINGS e Guia Cortassa
KINGS presenta KINGS ZINE #1 LIFE, prima uscita del nuovo magazine d’artista autoprodotto di KINGS: "un viaggio tra utopie e possibilità urbanistiche contemporanee, un trip nel paese delle meraviglie dell’architettura e della cultura, un fotogramma della realtà metropolitana in cui ognuno è calato quotidianamente", con opere degli artisti presenti nella rivista.
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Assab One partecipa, con le due mostre in sede e con alcuni dei progetti realizzati sul territorio dal 2005 al 2010, a
Via Padova è meglio di Milano, iniziativa promossa dal Comitato Vivere in Zona 2, che, nei giorni di sabato 22 e domenica 23 maggio 2010, vedrà coinvolte 50 associazioni di quartiere in un week end di eventi aperti alla città, un momento per conoscere le risorse umane, culturali e ambientali che fanno di via Padova la via più internazionale di Milano.
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La mostra è una retrospettiva dei 10 anni di lavoro e di ricerca (1999-2009) di Charles Kaisin, articolata intorno alle due tematiche-feticcio del designer belga: il movimento e il riciclaggio. Ciascuna di queste due tematiche è strettamente legata alla spiegazione di come sono stati concepiti gli oggetti e di come sono sono stati sviluppati e fabbricati attraverso una profonda ricerca sulle forme, sulle tecniche e sui materiali atti ad avvalorare l’idea concettuale alla base di ogni pezzo. Moltissimi bozzetti di ricerca accompagneranno il visitatore lungo il percorso espositivo di scoperta dell’universo di Charles Kaisin.
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Wonderland presenta le opere di 14 giovani artisti che vivono e lavorano a Londra. Come suggerisce il titolo, la mostra evoca quel territorio magico che custodisce un universo di fertili potenzialità immaginative. La meraviglia viene ormai associata solo al mondo dell’infanzia e in quest’era di incalzanti progressi della scienza e della tecnologia è diventata un’esperienza remota.
Wonderland è una mostra pervasa da un generale senso di ibridazione, dove la nozione di miracoloso incorpora elementi della natura e della tecnologia e affascinanti principi della scienza.
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ASSAB ONE ha il piacere di ospitare
Memory Dispenser, un progetto di Tille Bortolotti. La performance avrà luogo nella cornice di
La Grande Spolveratrice e altre storie, con opere della collezione di Elena Quarestani.
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Una retrospettiva fotografica degli anni vissuti a Madrid dal fotografo Fabio Paleari, tra artisti, scrittori, attori, attrici, registi, cantanti di flamenco, amici, sconosciuti, strade, locali, interni. Reportage dalla strada e ritratto offrono uno spaccato fedele e commovente della vita degli anni Novanta a Madrid, un diario personale e affettivo del clima e delle atmosfere che si vivevano intensamente nella capitale spagnola.
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Los Angeles de Madrid è uno slide show prodotto nel 2008 da ASSAB ONE presentato per la prima volta a Madrid su uno schermo gigante posto in cima alla Cuesta de Moyano, nel cuore della città, in occasione de
La Noche de los Libros, un’iniziativa della Consejeria de Cultura y Turismo della Comunidad de Madrid.
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Opere di Marina Abramovic, Bobby Baker, Louise Bourgeois, Sophie Calle, Letizia Cariello, Destiny Deacon, Marta Dell’Angelo, Nathalie du Pasquier, Giuliano Grittini, Mona Hatoum, Roni Horn, Jannis Kounellis, Zilla Leutenegger, Eva Lootz, Urs Luthi, Coralla Maiuri, Amedeo Martegani, Shirin Neshat, Luca Pancrazzi, Marta Maria Perez Bravo, Federico Pietrella, Remo Salvadori, Donatella Spaziani, Annie Sprinkle, Ettore Sottsass, Peter Wuethrich. Dalla collezione di Elena Quarestani.
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Abiti firmati e vintage, accessori, libri, casalinghi, giocattoli, articoli sportivi, tecnologia d’epoca, CD, DVD, cassette audio e video, film in pellicola ecc. Per restituire nuova vita alle cose che hanno una storia alle spalle ma non sono da buttare e per ragionare insieme su temi quali il baratto, lo scambio, il riciclo, la nostalgia, il desiderio, l’attaccamento, il consumo, l’accumulo, la sostenibilità e quant’altro.
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Assab One ospita una tappa di
Balena Project: dal 13 al 15 luglio 2009 Claudia Losi terrà un laboratorio a porte chiuse con 130 bambini provenienti da tre centri estivi di Zona 2. Il 16 luglio, dalle 19 alle 21, lo spazio verrà aperto al pubblico. Saranno visibili i manufatti dei bambini e, in anteprima, il video Balena Project_ knotted lines.
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Il 9 ottobre 1963 si stacca dalla costa del monte Toc in Friuli, una frana lunga 3 chilometri, da oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. La frana arriva a valle, generando una scossa sismica e riempiendo il bacino artificiale. L’impatto con l’acqua causa due ondate: la prima si schianta contro la montagna, la seconda, scavalca la diga e, precipitando verso la valle, travolge Longarone e altri paesi limitrofi, causando la completa distruzione della città e la morte di quasi 2000 persone. La comunità riprende subito a ricostruire il tessuto sociale distrutto, ma viene deciso di costruire anche alcuni paesi ex novo. Vengono così progettati da zero il comune di Vajont e altri centri più piccoli, come in provincia di Belluno, dove gli abitanti sfollati si insediano. Alcune di quelle famiglie continueranno ad abitare in quelle case prefabbricate, per oltre 40 anni
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Assab One ospita la nuova installazione di Andrea Mastrovito, che fa rifiorire gli spazi dell’ex GEA utilizzando come materia prima gli stessi oggetti prodotti dai vecchi macchinari della “fabbrica di libri”. Centinaia di volumi di botanica e giardinaggio, ritagliati e disposti l’uno accanto all’altro sul pavimento, danno vita a grandi e leggere aiuole di carta, in un chiaro rimando al ciclo della vita e della creazione: nulla si crea, nulla si distrugge.
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Natura morta con autore è uno spazio d’incontro tra gli autori e il pubblico attraverso tre oggetti che ciascuno degli artisti invitati, provenienti da ambiti differenti (arti visive, letteratura, cinema, teatro, musica), ritiene significativi per la propria ricerca.Il progetto è costituito da una serie di 18 incontri (ognuno della durata di due ore circa), distribuiti su tre sedi: American Academy, Roma; Teatro San Leonardo, Bologna; Assab One, Milano. Ogni incontro è preceduto da una brevissima presentazione del curatore che introduce il quadro, ovvero l’artista e i suoi oggetti.
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L’installazione creata ad Assab One da Fabiana de Barros e Michel Favre prosegue la loro comune ricerca iniziata nel 2006 nell’ambito della manifestazione “Estudio Abierto” a Buenos Aires e in seguito al SESC di San Paolo con la realizzazione dell’installazione video
Move. In entrambi i casi avevano lavorato utilizzando fili elettrici a circuito chiuso e una telecamera termica sensibile al calore sprigionato dalla resistenza che il filo offriva alla corrente che lo attraversava e al calore dei corpi degli spettatori. Un monitor video restituiva in tempo reale solo le immagini in cui le fonti di calore erano visibili: il filo elettrico e i visitatori. Il progetto per Assab One riparte da quelle sperimentazioni e le sviluppa con particolare riferimento alla configurazione originaria del luogo.
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In mostra ad Assab One diciassette dipinti a olio e spray acrilico indagano il rapporto tra cucina e scienza e interpretano altrettante ricette immaginarie ispirate alla “gastronomia molecolare”, definizione coniata da Hervé This, il chimico francese considerato il guru di chef superstar come Ferran Adrià e Pierre Gagnaire. Ed è proprio Hervé This che, nella videointervista realizzata da Nemkova per accompagnare la mostra, svela la fascinazione di una ricercatezza solo apparentemente fine a se stessa e destinata ai palati sofisticati di rari gourmet, mentre introduce l’idea che queste ricerche possano veramente cambiare le abitudini alimentari, con conseguenze rilevanti dal punto di vista delle caratteristiche nutrizionali dei cibi, dei costi di produzione e del consumo di energia.
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Weileder si esprime soprattutto con grandi installazioni nello spazio urbano. I suoi lavori più recenti esplorano la relazione tra il tempo e lo spazio, l’interfaccia tra reale e virtuale e si interrogano sulla ridefinizione del rapporto tra architettura e arte negli spazi pubblici. Giovedì 16 ottobre 2008 ha preso il via a Milano, in Piazza Oberdan, la realizzazione della scultura temporanea
Le Terme. L’opera svela il Diurno P.ta Venezia (un bagno pubblico sotterraneo degli Anni Venti, abbandonato da oltre un ventennio) con un’operazione di ricostruzione e traslazione dei suoi volumi. La memoria involontaria, che pervade i luoghi e produce immaginarie ricostruzioni di sensazioni passate, viene alimentata dall’intervento artistico. Ad Assab One l’artista presenta, con un video e una fotografia, la serie
house projects, iniziata nel 2002.
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Federico Pietrella presenta un nuovo lavoro per Assab One, un ciclo di dipinti realizzati in un arco di tempo determinato. Si tratta di quindici tele di varie dimensioni realizzate con un procedimento (la stesura del colore e la sua successiva rimozione) e con materiali che ne impongono il completamento nell’arco di pochissimo tempo e non consentono ripensamenti. Ogni dipinto ha per titolo una data che si riferisce al giorno di esecuzione. L’allestimento non segue un ordine cronologico e riconosce così l’autonomia di ogni dipinto nell’ambito della mostra. Ancora una volta il lavoro di Federico Pietrella rivela la costante attenzione dell’artista ai processi di esecuzione e continua il racconto del suo peculiare rapporto con il tempo.
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Roaming12 giugno 2008
a cura di Alessandro Castiglioni
ROAMING, da un’idea di Ermanno Cristini, è una serie di mostre, curate da Alessandro Castiglioni, che durano solo il tempo dell'inaugurazione: dei flash che sopravvivono nel dito dei fotografi e poi galleggiano nella dimensione indistinta del web. Localizzate in spazi fortemente conformativi e rappresentativi, per la loro presenza fisica e lo spessore della loro storia, ma anche per la loro presenza simbolica, le mostre si caratterizzano per la rapidità e per le modalità di occupazione degli spazi. In mostra ad Assab One: Cesare Biratoni, Enrica Borghi, Sergio Breviario, Ermanno Cristini, Maria Crosti, Michele Lombardelli, Mme Duplok, Manuela Martines, Microcollection, Giancarlo Norese, Vito Scamarcia, Luca Scarabelli, Elisa Vladilo.
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La mostra prende il nome dal film girato in Italia da Andrej Tarkovskij nel 1983 e ha origine da due incontri dell’artista: quello con il grande regista e quello con un suo assistito (Alessandro Mencarelli è un avvocato penalista) che ha evocato, per somiglianza fisica, il ricordo del primo. L’uomo, una volta scagionato, si è prestato a rivivere alcune atmosfere e situazioni dal film
Stalker del 1979. Tre grandi fotografie e una serie di 6 foto più piccole rappresentano il personaggio/Tarkovskij in uno scenario che allude ad accadimenti che vengono suggeriti, ma non esplicitati. Accompagnano le fotografie due testi e due video.
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Assab One ospita CUNS.
Processo: Equilibrio #1 di Giorgio Pandini (alias Pangio) e
Per fortuna le cose migliori sono ancora gratis di Sergio Casoli. Queste due mostre costituiscono il primo evento del progetto CUNS, ideato dagli artisti Stefano Romano e Filippo Berta. CUNS riflette sull’idea di sistema realizzando eventi in cui le figure di artista, curatore, gallerista e collezionista si scambiano tra loro i ruoli in maniera sempre diversa. In occasione del primo evento i due ideatori del progetto si sono posti nel ruolo di curatori chiedendo a un gallerista, Sergio Casoli, e a un collezionista, Giorgio Pandini, di operare come artisti e realizzare un lavoro per gli spazi di Assab One, trasformato per l’occasione da spazio no profit in galleria commerciale.
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In mostra alcuni estratti da SINFLEX, un progetto aperto a cui Federico Pepe sta lavorando da tempo. Un’installazione video accompagnata da una creazione sonora di Wang Inc. e composta da due grandi proiezioni che si fronteggiano: un’animazione e un film che documenta una performance dell’artista in compagnia di una moltitudine di sanguisughe. Dodici disegni di grande formato. Due installazioni. Inaugurazione: 21 novembre alle 20.30. Durante l'opening, a partire dalle 22.00: live di WANG INC.
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In occasione della presentazione del libro di Claude Marzotto
Proto tipi. Farsi una stamperia (Stampa Alternativa & Graffiti, 2007), Assab One con il patrocinio di Aiap ospita un evento dedicato al bricolage grafico e tipografico. All’ombra della grande macchina offset Roland Ultra, una catena di montaggio di stamperie di fortuna stamperà il primo campionario tipografico di “proto tipi”. Nei giorni a seguire: un laboratorio per condividere, testare e modificare le tecniche proposte nel libro e una mostra/inventario di proto tipi e strumenti impropri di stampa.
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Isola Art Center sta perdendo gli spazi dove lavora dal 2003, senza disporre di un proprio spazio adeguato dove continuare la propria attività. Isola Art Center è quindi temporaneamente ospitata da Assab One. Per questo appuntamento Katia Anguelova ha invitato a lavorare Daniela Kostova e Plamen Dejanoff, residenti rispettivamente a Troy, NY, USA e Vienna. I due artisti condividono la realizzazione di due progetti che seppur diversi, hanno un comune punto di partenza, la Bulgaria, il loro paese d’origine.
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Chiara Camoni presenta
La Vita degli Animali. Riflessione #01, un’installazione realizzata a quattro mani con Luca Bertolo, composta da due video e un sonoro. Protagonisti dei video sono due animali: un orso e una salamandra. Il lavoro riflette sullo scarto tra la presunta centralità dell’uomo e lo scorrere della vita, indifferente ad ogni nostra preoccupazione. Questo lavoro è accompagnato dalla prosecuzione dell’opera
(di)segnare il tempo. Nella mostra di Adele Prosdocimi e nel libro che l’accompagna, la stratificazione affettiva è la chiave di lettura dei simboli che hanno delineato le fedi e il desiderio di credervi. Tra libro e mostra uno specchio invisibile rimanda l’uno all’altra: le immagini dei suoi lavori e di lei stessa si alternano alle parole di maestri amati, a piante di edifici che rappresentano la storia dell’architettura pubblica e religiosa, ad appunti fotografici, alle sue mani che intagliano.
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Che cosa succede con precisione quando osserviamo un’opera d’arte? Fino a che punto siamo influenzati dallo spazio e fin dove siamo in grado di controllarlo? Quali e quanti tipi di spazio esistono, che cosa percepiamo nello spazio e come rielaboriamo le nostre percezioni? Il grande contenitore espositivo lungo il quale si articola la mostra rivela le possibili interazioni delle opere con lo spazio: innanzitutto la cornice estetica che le ospita, poi il dialogo tra le opere stesse e il modo in cui ciascuna di esse rimanda a un’altra creando un’eperienza globale, infine i contenuti, perché lo spazio – a volte protagonista, a volte comprimario - è parte integrante di tutti i lavori esposti.
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In mostra gruppi di oggetti, piccoli assaggi di grandi collezioni, opere di artisti che parlano di come gli atti di riconoscere, appropriarsi e dare un posto alle cose siano già di per sé gesti creativi, necessari e complemento alla realizzazione artistica. Il collezionismo come
forma mentis, come attitudine particolare dello stare con gli oggetti che si manifesta nella raccolta, nel prendersi cura e nella fruizione consapevole di ciò che nutre l’immaginario di ciascuno. Un'eccentrica collezione di collezioni abita per un mese ad Assab One: una Wunderkammer temporanea e mai conclusa, in costante allestimento e aperta a nuovi contributi.
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3500 cm² sono i centimetri quadrati a disposizione di un artista per realizzare un manifesto 50x70, a cui è affidato il compito di diffondere il linguaggio dell’arte contemporanea. Elena Quarestani invita Lorenzo Benedetti a mostrare il suo progetto e, per la prima volta tutti insieme, i manifesti creati da 46 artisti e diffusi nel corso di altrettante serate di Blueroom a Rialtosantambrogio (Roma) Durante l'opening: distribuzione del manifesto realizzato per l’occasione da Dafne Boggeri, con una performance sonora di _merlettoaureo_. A seguire: Release (sonoro), un intervento di Emanuele Becheri.
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In mostra il libro che raccoglie la riproduzione dei cento disegni di stelle realizzati dalla nonna dell'artista nel 2006, testimoni di una relazione affettiva e di cura reciproca non comune. Accompagnano i disegni originali, le foto della serie Organic, il video Mefite, realizzati con Salvatore Esposito, e l’installazione Reliquiari, che raccontano la riflessione sul tempo e sulla trasformazione che informa tutto il lavoro di Chiara Camoni.
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La mostra racconta l’evoluzione del lavoro di Nathalie Du Pasquier negli ultimi tre anni. Una serie di quadri in cui l’artista ha inserito tra gli oggetti quotidiani tipici delle sue nature morte alcuni elementi geometrici colorati, simili a dei solidi di legno, sottolineando la necessità di astrarre gli oggetti dalla loro identità pratica per inserirli in un contesto di relazioni puramente compositive.
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Una serie di proiettori abita lo spazio e, con il calare del giorno, rivela via via un’altra luce, quella che filtra attraverso diapositive bucherellate e che, la notte, crea l’effetto scenografico di un planetario, disegnando una casuale costellazione. Un ambiente inaspettato, e tuttavia in qualche modo familiare, accoglie i visitatori, ventiquattr’ore su ventiquattro.
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Peter Wüthrich ha attraversato i luoghi più frequentati del quartiere Cimiano, a Milano, proponendo a ragazzi e ragazze di partecipare alla costruzione di un’opera d’arte. Grazie a un semplice accorgimento – un libro aperto sulle spalle che diventa un paio di ali – i giovani abitanti si sono trasformati in angeli: messaggeri, guide, protettori alati.
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Il progetto “Bridging Lines”, presentato per la prima volta a Venezia nel 2004 durante la IX edizione della Biennale di Architettura, analizza l’integrazione di spazio e luce, combinando discipline quali danza e musica con la tecnica artistica del wall drawing. Le linee disegnate da Antoni Malinowski sulle pareti vengono nuovamente tradotte in danza.
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Coralla Maiuri presenta “Il fucile è nell’aria”: uno spazio chiuso - dipinto di giallo e pervaso di polline fluttuante - ospita tre sculture. Remoti suoni in sottofondo restituiscono l’idea di immersione in una foresta irreale. Nicola Troilo presenta il dipinto “aprile-maggio 2005”, in cui l’elemento ricorrente è una figura umana stilizzata, costruita nella contrapposizione tra il blu-inchiostro e l'azzurro-viola.
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Milanoland e il new milanesian, raccontati da Giovanni Robertini e Riccardo Mazzon e illustrati da GGT e Tatiana. Tsu-nò-mi è un libro su Milano, i suoi luoghi, e suoi simboli, un punto di osservazione sulla città, in cui pagina scritta e immagine convivono. In mostra tavole e racconti del libro;
La Novanta, un video di GGT, e un’installazione con Unz, 2501, Recipient.CC e Mercoledì Trio.
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Elena Quarestani invita Pasquale Leccese. Assab One ospita la galleria milanese Le Case d’Arte, in occasione dei suoi vent’anni. Pasquale Leccese mostra le tracce più intime della sua attività e del suo percorso insieme agli artisti italiani e stranieri con cui ha lavorato e che hanno esposto nella sua galleria.
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In un ambiente molto ampio all’interno dello spazio espositivo, Luca Vitone ha costruito una piccola stanza in legno leggermente rialzata dal pavimento: una natura artificiale in cui il soffitto è prato e il pavimento cielo. Una scultura, un’installazione e una performance, in cui il momento performativo è una lezione individuale con un insegnante di yoga.
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La polvere si è trovata già in passato agli snodi storici delle più importanti epoche e problematiche artistiche, e ricompare abbondante nell’opera di numerosi artisti di oggi. La mostra nasce da un’idea e dal libro di Elio Grazioli (La polvere nell’arte, Bruno Mondadori, Milano 2004) e presenta una selezione di artisti contemporanei invitati a confrontarsi con questo tema.
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Proiezione di video di Marcella Vanzo e presentazione del lavoro di Dafne Boggeri, che hanno ricevuto rispettivamente il premio conferito da ACACIA, e la borsa di studio conferita da Dena Foundation for Contemporary Art in collaborazione con il Comune di Milano Settore Sport e Giovani e il Centre Culturel Français de Milan, nell’ambito della mostra Assab One 2004.
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Seconda edizione della mostra che ha inaugurato l’attività di Assab One, nel 2002. 23 giovani artisti, tutti nati dopo il 1970, sono stati invitati a mostrare i propri lavori, dialogando con lo spazio: un edificio industriale in via di trasformazione. Il risultato è un percorso articolato, ricco di presenze inattese e scandito da video, pittura e installazioni.
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Una serie di inviti in uno spazio fisico e ideale di sperimentazione e di confronto, in cui gli artisti possono presentare progetti nuovi accanto a opere già esposte altrove, ma mai viste a Milano. Campo Neutro è un contenitore flessibile, che non sempre assume la forma tradizionale di una mostra: può durare un’ora, un giorno, un mese, secondo le esigenze degli artisti e dei lavori proposti.
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Nel 1951 John Cage componeva le “Sonatas and Interludes for Prepared Piano”: la preparazione consisteva di una serie di oggetti metallici di uso quotidiano collocati sulle corde di un pianoforte. Cinquanta anni dopo, un divano “preparato” attraverso la collocazione di materiali eterogenei, un set di 8 microfoni piezoelettrici, una chitarra e un basso al suo interno.
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L'ultimo movimento della "Roland Ultra" del 1968 viene eseguito mentre la macchina in funzione stampa un manifesto di Luca Pancrazzi, che viene distribuito al pubblico. L'improvvisazione si struttura intorno al movimento della macchina durante la stampa, i musicisti elaborano i suoni prodotti dall'abilità degli operai nella regolazione dei registri.
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23 giovani artisti intervengono con le proprie opere in uno spazio industriale appena dismesso. A ciascuno di loro è stato proposto di realizzare un’opera nuova in una porzione dello spazio, che è tale da permettere l’esposizione di lavori realizzati con le tecniche più diverse, dalle più tradizionali, come pittura e scultura, a installazioni, video e performance.
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