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In programma
 
Fausta Squatriti
Ascolta il tuo cuore, cittą
dal 28 ottobre al 2 dicembre 2011
 
dal martedì al venerdì ore 15-19

Inaugurazione giovedì 27 ottobre
dalle 19


Ogni ciclo di opere di Fausta Squatriti è un Requiem, anche quest’ultimo.
Non c’è posto per la speranza, tutto da molto tempo, forse da sempre, è calcinato e votato alla sparizione. Grigio. Arso. Cinereo.
E l’effetto sembra essersi ulteriormente rafforzato da quando Squatriti rivolge il proprio sguardo apocalittico di Medusa verso la città, luogo della vita pulsante anche aldilà del mito progressista e futurista; si pensi all’ipnotico Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio, alla filmografia di Wenders, soprattutto ad Alice nelle città, Tokyo-Ga, Il cielo sopra Berlino e Lisbon Story, in cui anche i luoghi più fantasmatici sono comunque teatro di movimenti, fisici e interiori, di spostamenti e metamorfosi delle persone; perfino nel fosco futuro figurato in Blade Runner la città è sinonimo di brulichio e d’intrecci di esistenze.
Non presso Fausta Squatriti. Qui, nel suo regno, la città ha perso ogni presenza viva, non una persona, un cane, un uccello, neppure un topo. Restano gli edifici, scenari tetri e belli, disadorni e terribili.
Il sentimento che cresce nell’osservatore è quello della pietas, della tenerezza: ormai lasciati soli, i luoghi risultano anch’essi come morti, sembrano gabbie vuote, tagliole abbandonate su un terreno arido. Neanche quegli elementi che presentano uno spiccato aspetto ludico, come le piccole case-giocattolo, riescono a essere vagamente gioiosi, anzi perfino più tragici delle costruzioni di pietra scura.
Nonostante il titolo scopertamente preso in prestito da Savinio, non v’è traccia della sua ironia e della sua leggerezza, piuttosto questo riferimento sembra quasi nascere dall’intenzione di porre una sottolineatura “al contrario”, proporre un rovesciamento d’atmosfere.
[...]

Elisabetta Longari, settembre 2011

Fausta Squatriti
opera nelle arti visive e nella scrittura e di questo flusso tra un linguaggio e l’altro ha fatto da sempre il perno della sua ricerca, espressa anche nell' editoria d’arte, nella grafica, nella docenza. Scoperta da Pierre Lundholm, ha lavorato per anni con Alexander Iolas, Denise Renée e Karin Fesel, esponendo le proprie sculture a New York, Tel Aviv, Huston, Ginevra, Honolulu, Caracas, Dusseldorf, Parigi e sucessivamente anche in Italia, al Naviglio, da Marconi e alla Fondazione Mudima. Inizia ad insegnare nel ’77 all’Accademia di Belle Arti, Carrara, Venezia e Brera, a Milano. È stata curatrice della storica mostra "Colore" alla Biennale di Venezia dell'86. Nel ’92 fonda, con Gaetano Delli Santi, la rivista interdisciplinare Kiliagono pubblicata All’Insegna del Pesce d’Oro.
Attualmente collabora con l’associazione culturale “Novurgia” e “Asilo Bianco”, organizzando eventi  interdisciplinari. Nel 2009 ha vinto il premio di poesia “Scrivere donna”. Nel 2010 ha esposto a Mosca, Museum of Modern Art, al Darwin Museum, a Bratislava, e in numerose mostre dedicate al libro d’artista. Nel 2011 partecipa alla mostra “Elles”, Centre Pompidou.

www.faustasquatriti.com
 
 
 
Fausta Squatriti
 
 
Biografia completa
 
Fausta Squatriti, nata a Milano nel 1941, opera nelle arti visive e nella scrittura, e di questo flusso tra un linguaggio e l’altro ha fatto da sempre il perno della sua ricerca, espressa anche nella editoria d’arte, nella grafica, nella docenza. Questo intreccio di interessi e relazioni fa di lei, già nei primi anni ’60, una  artista ed editore che si è rapportata con parecchi grandi protagonisti delle avanguardie internazionali, sia per rapporti di amicizia che di lavoro.  Scoperta inizialmente da Pierre Lundholm, che la espone a Stoccolma, in seguito lavorerà per anni con Alexander Iolas, Denise Renée e Karin Fesel, esponendo le proprie sculture a New York, Tel Aviv, Huston, Ginevra, Honolulu, Caracas, Dusseldorf, Parigi, e sucessivamente anche in Italia, al Naviglio, da Marconi e alla Fondazione Mudima. Inizia ad insegnare nel ’77 all’Accademia di Belle Arti, Carrara, Venezia e Brera, a Milano.
E’ più volte invitata come visiting professor all’Academie des Beaux Arts a Mons e alla University at Manoa, a Honolulu. E’ invitata  a numerose Biennali internazionali di grafica e vince due premi alla International Print Biennial di San Francisco.
È curatrice della mostra storica "Colore" alla Biennale di Venezia dell'86, e suoi saggi sull’argomento sono pubblicati nei relativi cataloghi.
Nel ’92 fonda, con Gaetano Delli Santi, la rivista interdisciplinare Kiliagono pubblicata All’Insegna del Pesce d’Oro.
Nel ’97 crea con Francesco Leonetti il Teatro dell’autore in scena, brevi testi di artisti e poeti appositamente scritti, impegnati a gestirne la recitazione senza ricorrere all’attore, che esordisce alla Fondazione Mudima, Milano, con successive prove nell’ambito di “Ricercare” a Reggio Emilia, a Venezia per il “Festival della parola”, a Milano per “Teatri ‘90”, Teatro Franco Parenti e di nuovo alla Fondazione Mudima.
Nel 2000 è tra i soci fondatori di Milanocosa,  partecipando a diversi reading poetici, anche in concomitanza con la “Giornata Mondiale di Poesia”.
Attualmente collabora con l’associazione culturale “Novurgia” e “Asilo Bianco”, organizzando eventi  interdisciplinari.
Nel 2002 è uscita una monografia, curata da Claudio Cerritelli e Roberto Borghi, edita da Mazzotta, con testi dei curatori e prefatta da Ingo Bartsch, con una ampia antologia critica di chi si è interessato alla sua ricerca, da Gillo Dorfles, Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Rossana Bossaglia, Jacqueline Ceresoli, Elisabetta Longari, Angela Madesani, Antonio Porta,  Mario Cresci, Michail Pogarskij, Arturo Carlo Quintavalle, Man Ray, Roberto Sanesi, Evelina Schatz, Arturo Schwarz, Klaus Wolbert.
Come poeta pubblica con Vanni Scheiwiller, Manni, Book, Testuale, Tracce e collabora con testi critici a numerose riviste d’arte e di letteratura.
Nel 2006 pubblica il romanzo “Crampi” ed. Abramo. All’occasione Simona Confalonieri realizza un breve filmato , “Audacissima”.
Nel 2008 è andato in scena a Parigi al teatro “Mains d’oeuvre” lo spettacolo di danza “The stillest”, coreografia di Eric Senen, per il quale ha creato l’immagine per la scena, con musica di Davide Anzaghi.
Nel 2010 è uscito per Charta la monografia “Ecce homo”, con testi di Evelina Schatz, Elisabetta Longari, Angela Madesani, Michail Pogarskij, in russo, inglese, italiano, all’occasione della personale al Moscow Museum of Modern Art. Nel 2010 ha esposto a Mosca, al Darwin Museum ed a Brartislava, nella mostra “Alla gloria militar”, e in numerose mostre dedicate al libro d’artista, a Kiev, Rostov on Don, Mosca, Londra, Milano.
Nel 2009 ha vinto il premio di poesia “Scrivere donna”, con “Filo a piombo”, prefazione di Gilberto Finzi, edizioni Tracce, Pescara. Sempre nel 2011 espone al Centre Pompidou, Paris, nella mostra “Elles”.
Nel 2011 espone in una personale alla “Fondazione Calderara”, Vacciago, Lago d’Orta.