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Passati
 
DIALOGOS
dal 21 al 27 maggio 2011
 
dalle 15.00 alle 19.00

opening 20 maggio, dalle ore 19.00

Alessandro Castiglioni, Antonio Catelani, Sergio Breviario, Andy Boot, Ermanno Cristini, Giovanni Morbin, Giancarlo Norese, Goran Petercol, Fabio Sandri, Luca Scarabelli, Emily Speed, Alessandra Spranzi

Assab One ospita DIALOGOS, una ricerca nata senza specifico progetto e senza un disegno curatoriale ortodosso, focalizzata sulla possibilità di sviluppare una pratica artistica attorno a dei presupposti di continua negoziazione del sapere, delle scelte e delle sensibilità. Un’esperienza cresciuta tra artisti che si sono “scelti” per coincidenza, “affinità elettive”, o traiettorie che hanno incrociato il loro fare.

Per l'occasione verrà realizzata un'edizione numerata che conterrà tutti i materiali attraverso cui il progetto si è sviluppato nel tempo. Completano la pubblicazione diversi contributi teorici, tra cui quello di Lorena Giuranna.

I – Dialogo come pratica estetica
Dialogos  è un progetto espositivo disposto tra dinamica performativa e intervento installativo. Nasce dalla possibilità di pensare lo spazio come una formula di tempo, cioè un quando prima che un dove, nel momento in cui esso viene negoziato e trasformato da una relazione. Il dialogo si pone dunque come pratica estetica poiché esso stesso è l’elemento che modula e struttura un tempo e poi uno spazio.

II – La storia
Non per caso questo progetto nasce da un percorso comune che Ermanno Cristini, Luca Scarabelli e Alessandro Castiglioni stanno sviluppando dal 2008. Dialogos è infatti figlio di altri due importanti progetti: il primo, Roaming, si basa su mostre che durano l’effimero tempo di un’inaugurazione per poi fluttuare nell’inconsistenza della propria documentazione; l’altro, L’ospite e L’intruso, è pensato come una serie di mostre ed incontri presso lo studio di Ermanno Cristini, che hanno il senso di affermare una pratica di confronto.

III – Circolo Ermeneutico
Dialogos è dunque una sorta di partita a scacchi. Dove però l’operazione artistica e la sua traccia, l’oggetto, si caricano di una comunicabilità reversibile, tra artista e artista, artista e opera, opera e spazio, spazio e  spettatore, spettatore e spazio, spazio e opera, opera e artista, artista e artista.  È per questo motivo che il dispositivo predisposto dal progetto è fatto di azioni, risposte e di risposte a queste risposte. 


N.B. La mostra rimarrà aperta anche nel week-end del 21 e 22 marzo in occasione di "Via Padova è meglio di Milano" (www.meglioviapadova.org).

L’ingresso è libero con tessera associativa (5 euro) valida un anno.
 
 
 
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