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Capita a volte di essere testimoni di minuscole frazioni di tempo, istanti magici in cui una fortunata combinazione di luce, prospettiva e corpi crea la condizione irripetibile in cui l’invisibile diventa visibile. Questi attimi velocissimi aggiungono stupore e meraviglia alla percezione del quotidiano.
Come scrive Wislawa Szymborska: “dovrei essere molto veloce a descrivere le nuvole – già dopo una frazione di secondo non sono più quelle, stanno diventando altre”. La selezione di fotografie che propongo vuole essere la prova dell’esistenza di questi momenti. (A. B.)
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La terza tappa di un progetto iniziato dall'artista nel 2006 durante workshop con gli studenti dell’Università degli Studi di Milano. Il risultato finale era la realizzazione di un’installazione video. Gli studenti furono invitati a collaborare attivamente alla produzione del lavoro, a cercare un proprio sosia e a presentarsi con esso il giorno delle riprese. Le coppie vennero quindi invitate a fronteggiarsi e a giocare a “chi ride prima guardandosi negli occhi”: poste “faccia a faccia” venivano riprese fino al primo scoppio di risa. In questa occasione l'artista ha invitato a partecipare tutti gli studenti e il personale del Liceo Artistico Caravaggio, che sono stati chiamati a sperimentare direttamente la costruzione di un nuovo ritratto corale.
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Per quest'edizione di
Incontemporanea la rete dell'arte, gli artisti invitati da ASSAB ONE a posare il loro sguardo sul quartiere di Cimiano/via Padova sono Pierluigi Calignano, Alessandra Spranzi ed Enzo Umbaca. Tre progetti d’artista che prendono vita dal territorio in cui l’associazione ha sede. Il territorio è quello assai controverso di via Padova, a Milano, un quartiere che si misura quotidianamente con problematiche legate all’immigrazione, all’integrazione e alla convivenza. Ma il quartiere si manifesta anche come uno straordinario serbatoio di risorse e di potenzialità inesplorate.
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L’artista Enzo Umbaca ha ridato vita al Monumento ai Caduti del Mare sito in via Padova, con una performance realizzata con la collaborazione dei bambini della cooperativa sociale Tempo per l’infanzia, i musicisti dell’Orchestra di via Padova e la sezione ANPI di Crescenzago, che si è ripetuta tutte le mattine per una settimana. Il Monumento, paradosso del fatto di essere un luogo dedicato alla memoria, ma a sua volta dimenticato, è stato individuato dall’artista come soggetto-ospite del suo lavoro, il cui titolo suggerisce anche un riferimento alle vicende di tragica attualità di molti migranti che cercano di raggiungere un luogo migliore. L’artista ha unito le bandiere delle comunità straniere più numerose che risiedono in via Padova e dintorni in un unico vessillo e ha lavorato con i bambini per realizzare un’altra bandiera con i loro disegni che rappresentano la realtà ideale in cui vorrebbero crescere.
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Il concerto di Eraldo Bernocchi e Nils Petter Molvaer interagisce con la videoinstallazione
Liquid Light di Petulia Mattioli, come la definisce l’artista, “un approccio poetico all'esplorazione della realtà, una realtà che si confronta con le immagini del subcosciente, in cui la conoscenza e' intrecciata con la memoria e le emozioni. Una fusione di immagini e suoni, un fluire percettivo per incontrare se stessi tra l'ombra, la luce, il buio”.
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VIA PADOVA 138 è il punto di partenza per una traversata urbana lungo la quale l’artista raccoglie una collezione di ritratti video: una cinquantina di interviste, micro storie e narrazioni generate dall’incontro con persone che abitano o percorrono la animata via che da Piazzale Loreto conduce fuori città. Un melone giallo, astrazione dell’esotismo reale e presunto che caratterizza la zona, è un testimone che passa di mano in mano e diventa veicolo di voci e volti. Un passaparola che scandisce il racconto delle diversità, delle trasformazioni, della storia e del presente di questo territorio e di chi lo abita. VIA PADOVA 138 è un video e anche una performance in cui l’artista, con la sua poetica, attiva un dialogo e traccia un percorso che trasforma una linea sulla mappa della città in un coro di voci e di esperienze.
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Assab One presenta a Madrid alla Cuesta de Moyano,
Los Angeles de Madrid, un video di Peter Wüthrich, a cura di Elena Quarestani, prodotto in occasione de
La Noche de Los Libros 2008, con l'appoggio e il contributo della Consejería de Cultura y Turismo de la Comunidad de Madrid.
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For Numero Uno, part of the project inContemporanea at the Milan Triennale, Assab One presented a project by Nathalie Du Pasquier and Steve Piccolo, curated by Elena Quarestani. A cabin for communicating, a small wooden house - both archetype and prototype - to shelter a strategy of collective communication that is simultaneously both primordial and futuristic. A place to welcome the wayfarers of the city, who leave messages for other visitors to make their journey easier or more pleasant: suggestions about places to avoid or places to see, recommendations and tactics of urban survival.
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Invited by the Provincia di Milano, Assessorato alla Cultura, Culture e Integrazione to present the work of an artist within the Trade Fair, Assab One presents Dafne Boggeri, who, following her partecipation in Assab One 2004, was awarded a scholarship by the Dena Foundation for Contemporary Art, together with the Centre Culturel Français of Milan and the Comune di Milano Settore Sport e Giovani.
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